“Pasqua è l’affermazione che il disarmato è più forte dell’armato, che il servo è più grande del padrone, che l’amore che si sacrifica è più potente della morte che distrugge. È la verità che ribalta il modo di vivere degli uomini: non conta quanto accumuli, ma quanto doni”. Lo ha detto il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, nell’omelia della messa di Pasqua celebrata oggi nella Basilica Cattedrale di San Marco. Il presule ha incentrato la riflessione sulla novità assoluta dell’annuncio pasquale: “Dalla morte sorge la vita. È una verità che ribalta la logica del mondo”. Citando san Paolo, ha ricordato che “se la morte avesse l’ultima parola, la vita sarebbe un non senso”, ma “Cristo è veramente risorto e la morte è stata sconfitta dal di dentro”. Mons. Moraglia ha avvertito che “se rimuoviamo la Pasqua, la fede cristiana diventa un codice morale noioso, un ‘politicamente corretto’ allineato ai canoni ermeneutici dell’epoca”. Ha quindi richiamato le parole di Leone XIV sulla pace: “Una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, che ci ama tutti incondizionatamente”. Una pace che “spiazza tutti perché Cristo non si è armato, non si è difeso, non ha combattuto nessuna guerra: questo è il nostro Dio, Gesù, re della pace”. Il patriarca ha concluso augurando “una Pasqua di pace per tutti, soprattutto dove si combattono le guerre, a iniziare dall’Ucraina, dalla Terra Santa, dall’Iran”.