Strappare le vesti “è un tentativo che si ripete continuamente anche ai nostri giorni”. Lo scrive padre Patton nella meditazione della decima stazione della Via Crucis, che è una denuncia delle pratiche disumane dell’umanità. “Lo praticano i regimi autoritari quando costringono i prigionieri a rimanere seminudi in una cella spoglia o in un cortile”, si legge nel testo: “Lo praticano i torturatori che non si limitano a strappare le vesti, ma strappano anche la pelle e le carni. Lo praticano coloro che autorizzano e utilizzano forme di perquisizione e controllo che non rispettano la dignità della persona. Lo praticano gli stupratori e gli abusatori, che trattano le vittime come cose. Lo pratica l’industria dello spettacolo, quando ostenta la nudità per guadagnare qualche spettatore in più. Lo pratica il mondo dell’informazione, quando denuda le persone davanti all’opinione pubblica. E talvolta lo facciamo anche noi, con la nostra curiosità che non rispetta né il pudore né l’intimità né la riservatezza degli altri”. “Ogni volta che non riconosciamo la dignità altrui si offusca la nostra, e ogni volta che approviamo o pratichiamo un comportamento disumano verso qualsiasi essere umano, siamo noi stessi a diventare meno umani”, il monito.