Pasqua 2026: mons. Russo (Velletri-Segni e Frascati), “uscire allo scoperto per rispondere alla chiamata del Signore”

(Foto diocesi di Velletri-Segni)

“La Pasqua possa diventare per ognuno di noi l’occasione per ‘uscire allo scoperto’ vincendo quanto spesso copre come un velo la nostra esistenza impedendogli di far risaltare quello che di più prezioso portiamo con noi”. È l’auspicio espresso da mons. Stefano Russo, vescovo di Velletri-Segni e Frascati, nel suo messaggio per Pasqua. “È il richiamo forte – fa notare il presule – che viene dalla Parola incontrata durante la Quaresima: sul monte della Trasfigurazione a Pietro, Giacomo e Giovanni, impressionati dall’esperienza che stanno facendo, Gesù, dopo averli toccati dice: ‘Alzatevi e non temete’ (Mt 17,7); il grido che Gesù rivolge all’amico Lazzaro, morto da quattro giorni: ‘Lazzaro vieni fuori’ (Gv 11,43) possiamo tradurlo nel grido che il Risorto rivolge nel più profondo ad ognuno di noi”.
Mons. Russo esorta: “Venire allo scoperto, non fermarsi alle proprie miserie, alle proprie paure, avendo il coraggio di fare una scelta di campo e di rispondere alla chiamata che il Signore ci sta facendo attraverso la Pasqua”.
Tante volte, osserva, “siamo alla ricerca del Signore non riuscendo a trovarlo, senza accorgersi che Lui è già con noi, si tratta di farlo uscire allo scoperto avendo il coraggio di far emergere nel concreto l’immagine di una Chiesa che è capace di farsi riconoscere perché è generata da coloro che hanno compreso che solo lavando i piedi gli uni degli altri il Risorto può rendersi presente alla storia e all’umanità (cfr. Gv 13,14-15)”.
Il vescovo suggerisce: “È guardando poi alla mamma celeste che possiamo imparare uno stile di servizio credibile ed efficace”.
Il presule avverte: “In un tempo segnato da guerre, divisioni, paure in cui a diversi livelli sembra prevalere la logica dello scarto, la Pasqua ci ricorda che ogni piccolo gesto di bene può generare cambiamenti più grandi di quanto immaginiamo. Ecco che la fede autentica non resta astratta, ma si traduce in responsabilità concreta verso gli altri: diventa carità, attenzione, cura”.
Di qui l’invito: “Diventiamo testimoni di una Speranza che non delude. La Pasqua è una vita nuova da accogliere e donare. Cristo risorto doni la sua pace e renda ciascuno di noi segno vivo del suo amore”.

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