Leone XIV: messa “in Coena Domini”, Gesù “purifica la nostra immagine dell’uomo, che si ritiene potente quando domina, che vuole vincere uccidendo chi gli è uguale”

Noi siamo sempre tentati di cercare un Dio che ‘ci serve’, che ci faccia vincere, che sia utile come il denaro e il potere. Non comprendiamo invece che Dio ci serve davvero, sì, ma col gesto gratuito e umile di lavare i piedi: ecco l’onnipotenza di Dio. Così si compie la volontà di dedicare la vita a chi, senza questo dono, non può esistere”. Con queste parole il Papa, nell’omelia della messa In Coena Domini, presieduta nella basilica di San Giovanni in Laterano, ha spiegato il senso del rito della lavanda dei piedi, al centro del Giovedì Santo.  “Il Signore sta in ginocchio per lavare l’uomo, per amore suo”, ha spiegato Leone XIV: “E il dono divino ci trasforma”. “Come Pietro, che dapprima resiste all’iniziativa di Gesù, anche noi dobbiamo «pprendere sempre di nuovo che la grandezza di Dio è diversa dalla nostra idea di grandezza, perché sistematicamente desideriamo un Dio del successo e non della Passione”, la citazione di Benedetto XVI. Col suo gesto, infatti, “Gesù purifica non solo la nostra immagine di Dio dalle idolatrie e dalle bestemmie che l’hanno sporcata, ma purifica la nostra immagine dell’uomo, che si ritiene potente quando domina, che vuole vincere uccidendo chi gli è uguale, che si ritiene grande quando viene temuto”, ha proseguito il Pontefice: “Vero Dio e vero uomo, Cristo ci dà invece un esempio di dedizione, di servizio e di amore. Abbiamo bisogno del suo esempio per imparare ad amare, non perché ne siamo incapaci, ma proprio per educare noi stessi, gli uni gli altri, all’amore vero”.

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