Mons. Saverio Cannistrà, arcivescovo di Pisa, ha presieduto – per la prima volta, questa mattina – la Messa del crisma dalla cattedra del duomo di Pisa. “Ne sento tutta la bellezza, ne percepisco la ricchezza, intuisco il profondo significato dei riti che in essa si svolgono. Tutto il popolo di questa Chiesa si stringe intorno al vescovo per fare memoria della sua consacrazione, della sua dignità di popolo sacerdotale”.
Questa mattina oltre cento presbiteri si sono radunati prima in Battistero per la recita dell’ora media e poi in cattedrale per la celebrazione eucaristica.
“Nel vedervi qui riuniti – ha detto l’arcivescovo – mi vengono in mente le parole della Prima lettera di Pietro: ‘Voi – proprio voi, uomini e donne di questa terra, di questo mondo, di questa storia, con tutte le vostre povertà, difetti e mancanze – voi siete la gente che Dio si è scelta, un popolo regale di sacerdoti, una nazione santa, un popolo che Dio ha acquistato per sé, per annunziare a tutti le sue opere meravigliose. Egli vi ha chiamati fuori delle tenebre, per condurvi nella sua luce meravigliosa’” (1Pt 2,9).
“Siamo stati condotti qui oggi, nella sua luce meravigliosa, luce che brilla negli olî che stiamo per benedire e consacrare e che, a loro volta, faranno brillare i volti delle persone che con essi saranno unti. È una festa di ‘luce meravigliosa’, ossia non naturale, non prodotta dalle nostre mani, ma luce divina, sorta dall’alto per diradare il buio delle nostre storie”, ha affermato l’arcivescovo, che a fine Messa ha benedetto: l’olio dei catecumeni, l’olio degli infermi e il crisma.
“Mi viene in mente anche ciò che dice il Salmista nel Salmo 133 – sono le parole di mons. Cannistrà pronunciate nell’omelia -: vivere insieme come fratelli è ‘come olio prezioso versato sul capo … perché là il Signore manda la benedizione e la vita per sempre’. L’olio che ci consacra è un segno, ma di che cosa? Non di una dignità, di una eccellenza che ci innalza e ci separa dagli altri. È il segno di una fraternità preziosa, bella, dolce. È il segno di una chiamata a realizzare il progetto di Dio sull’umanità: fare di essa una sola famiglia, una sola cosa come lo sono il Padre con il Figlio e lo Spirito Santo. Siamo consacrati per la comunione, per la costruzione della comunità: ricordiamocelo sempre!”.
Hanno concelebrato l’arcivescovo emerito di Pisa Giovanni Paolo Benotto, il vescovo emerito di Pescia Roberto Filippini ed il vescovo emerito di Massa Carrara-Pontremoli Giovanni Santucci.