Il Governo del Nicaragua definisce “accuse perverse” le denunce del Governo degli Stati Uniti dei giorni scorsi, rispetto alla repressione della libertà religiosa nel Paese, e assicura che chiunque può constatare che in Nicaragua “si svolgono migliaia di attività religiose” durante la Settimana Santa. “Il Governo di riconciliazione e unità nazionale del Nicaragua – si legge nella nota – smentisce categoricamente le accuse perverse emesse dai portavoce del Governo nordamericano, che qualsiasi essere umano, nicaraguense o meno, può parimenti smentire basandosi sulle realtà vissute dal nostro Paese e dal nostro popolo devoto, credente e pieno di fede”. Il Governo del Nicaragua, inoltre, ha scarcerato ieri 1.200 detenuti comuni, con sentenza definitiva, affinché scontino la pena in regime di convivenza familiare presso le proprie abitazioni, in occasione della Settimana Santa.
Il sottosegretario di Stato degli Stati Uniti, Christopher Landau, aveva criticato il divieto di processioni religiose in Nicaragua durante la Settimana Santa, accusando il regime di Daniel Ortega e Rosario Murillo di continuare a limitare il diritto dei cittadini a professare la propria fede. “In tutto il Nicaragua si realizzano migliaia di attività religiose, cattoliche e di chiese cristiane ed evangeliche, riti e culti propri della Settimana Santa, ai quali assistiamo con fervore, rispettando le nostre tradizioni come popolo di Dio”, prosegue il comunicato del Governo.
In realtà, come segnalato da molti organismi, anche per la Settimana santa sono state vietate processioni in luoghi pubblici e anche in occasione della Domenica delle Palme, i riti, peraltro molto partecipati, si sono svolti all’interno delle Chiese o nelle adiacenze. L’attivista e avvocata Martha Patricia Molina afferma che, solo quest’anno, 5.738 processioni sono state vietate durante la quaresima. E in quattro diocesi non è stato possibile celebrare la messa crismale.