Messa crismale: Morrone (Reggio Calabria), “il ministero non è una professione ma dono per la Chiesa”

Nella cattedrale di Reggio Calabria, durante la Messa crismale del Giovedì santo, l’arcivescovo Fortunato Morrone ha presieduto la celebrazione con il clero diocesano, i religiosi, i diaconi e i vescovi emeriti. Nel suo lungo intervento ha richiamato il presbiterio alla responsabilità del ministero in un tempo segnato da “un quadro geopolitico drammatico”, invitando a farsi “artigiani di concordia e di pace” nel quotidiano, a partire dalla vita delle comunità.
Rivolgendosi ai sacerdoti, Morrone ha ricordato lo stupore della chiamata: “nessuno di noi si sente all’altezza”, ha affermato, sottolineando che l’ordinazione è dono gratuito di Dio e non merito personale. “La nostra unzione ministeriale, infatti, non ci ha abilitati ad una professione ma ha dato forma evangelica alla nostra libertà”. Da qui l’invito a custodire una “grata consapevolezza” per evitare la ricerca di riconoscimenti mondani e per vivere la carità pastorale come centro del ministero. Ampio spazio anche al tema della formazione e della corresponsabilità ecclesiale: il vescovo ha chiesto di superare “una fede minorenne nutrita solo di devozioni”, per maturare una fede adulta e missionaria, capace di incidere nella vita sociale e culturale. Fondamentale, ha ribadito, il primato della Parola di Dio e la centralità dell’Eucaristia come “culmen et fons” della vita della Chiesa.
Morrone ha infine richiamato la necessità della fraternità presbiterale, della comunione con il vescovo e della cura delle relazioni ecclesiali, perché il ministero non diventi solitudine ma testimonianza condivisa del Vangelo. “Non disertiamo le nostre riunioni – ha concluso – ma esortiamoci a vicenda”, affidando il cammino della Chiesa alla Vergine Maria.

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