Messa crismale: mons. Pellegrini (Concordia-Pordenone) ai sacerdoti, “vivere il ministero di comunione e di fraternità con umiltà”

“La modalità più bella e più vera per vivere il ministero di comunione e di fraternità è l’umiltà, che ci permette di non sentirci padroni della Grazia di Dio ma amministratori, fratelli tra fratelli, rendendo la missione della Chiesa credibile e feconda”. Lo ha sottolineato questa mattina il vescovo di Concordia-Pordenone, mons. Giuseppe Pellegrini, rivolgendosi ai sacerdoti durante la messa crismale che ha presieduto nella concattedrale di Pordenone. Durante la celebrazione Graziella Colasanto, questore di Pordenone, ha consegnato al presule l’olio proveniente dal “Giardino della Memoria di Capaci”.
Nell’omelia il vescovo ha sottolineato che “l’unzione dello Spirito che noi presbiteri e diaconi abbiamo ricevuto nell’Ordine Sacro, non è un titolo onorifico personale, ma un sigillo di appartenenza ad un unico corpo. È un’unzione che traccia il profilo della nostra identità di mandati a portare il lieto annuncio ai poveri. Nel contesto odierno segnato spesso dall’individualismo e dalla frammentazione, è importante e necessario che riscopriamo e ci ridiciamo che l’unzione dello Spirito è la stessa per ogni ordinato, e ci rende parte di un’unica sinfonia che ci abilita non solo a ‘fare’ per gli altri, ma ad ‘essere’ con i fratelli”. “Per noi – ha proseguito – l’unzione dello Spirito non può rimanere chiusa in se stessa ma scende dal capo ai piedi, per arrivare a tutti. L’olio profumato rappresenta la bellezza della comunione e dell’armonia che dall’alto scende a tutta la comunità. L’unzione che simbolicamente rinnoveremo fra poco nelle promesse sacerdotali è il ‘sacramento di comunione’ che ci ricorda che la dignità del nostro essere preti sta nel servire l’unità del corpo di Cristo”. Rivolgendosi ancora ai sacerdoti, mons. Pellegrini ha rilevato che “noi siamo i custodi dell’olio della gioia che deve scorrere per raggiungere tutte le periferie dell’umanità. L’unzione oltre ad essere un balsamo per le ferite degli altri ai quali siamo mandati, aiuta anche noi ad essere più fratelli. È chiaro che l’unzione non è un segno di distinzione ma un sigillo di appartenenza a un unico corpo, passando dal ‘mio ministero’ al ‘nostro ministero’. Un presbitero che non ama e che non costruisce comunione è come il crisma che perde l’aroma: unge sì, ma non diffonde fragranza, perché non profuma. La fraternità è il profumo che rende credibile l’annuncio”. “Fin dagli inizi del mio servizio episcopale tra di voi, 15 anni fa, è sempre stata viva l’attenzione alla dimensione della fraternità e della comunione nella nostra Chiesa diocesana e, in maniera particolare, tra noi consacrati”, ha rivelato il vescovo: “Arrivato, per grazia di Dio, a celebrare i 15 anni della mia presenza tra di voi, sento dal profondo del mio cuore di ringraziare ciascuno di voi – in questi giorni ho scorso i volti di ciascuno, compresi quelli che ci hanno preceduto nella dimora eterna – e di esortarvi appassionatamente a rendere ancora più forte, in questi tempi complicati e difficili per l’umanità, la testimonianza al Vangelo di Gesù, volendoci ancora più bene”. Nel ricordare poi il 50° anniversario del terremoto, mons. Pellegrini ha affermato che “non possiamo dimenticare i tanti preti che con eroismo e dedizione in quella tragica vicenda sono stati vicini alla loro gente, sacrificando sé stessi per il bene di tutti. Anche questo ricordo mi conferma nell’affermare che la forza più grande nella nostra opera evangelizzatrice, come ci ha chiesto il Signore Gesù, sta nella testimonianza dell’unità, della comunione e della fraternità tra di noi”.
Il vescovo si è dunque soffermato su un atteggiamento “qualificante per noi come presbiterio e per la Chiesa tutta”: “l’unità e la diversità”. “La comunione ecclesiale e la fraternità presbiterale – ha spiegato – si compiono veramente nella piena valorizzazione di ogni persona e dei singoli doni che lo Spirito Santo infonde in ciascuno di noi”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo