Germania. La Via Crucis Vivente, un ponte di fede, memoria e integrazione per gli italiani emigrati

La Via Crucis vivente rappresenta una delle tradizioni più sentite tra i nostri connazionali all’estero e che aiutano a mantenere vivo il legame con i luoghi di origine. Tradizioni radicate, come a Wuppertal e Ulm, che uniscono non solo italiani

(Foto Via Crucis Vivente Ulm/Neu-Ulm)

Gli italiani che vivono all’estero hanno voluto mantenere un legame molto forte con i paesi e le località di provenienza attraverso anche alcune tradizioni e riti religiosi molto sentiti. Tra queste la Via Crucis Vivente che diventa un momento per ritornare ai propri paesi di origine soprattutto per coloro che sono nati in Italia e ritornano con la loro mente e il loro cuore ai “loro luoghi”. In Germania, questa celebrazione ha saputo trasformarsi nel tempo in un appuntamento atteso e condiviso, capace di unire fedeli di lingue, culture e confessioni diverse.

Negli anni è diventata un vero ponte tra memoria, identità e fede, capace di coinvolgere sia gli emigrati italiani che i fedeli tedeschi e di altre nazionalità.

In alcune comunità, come Wuppertal, la Passione vivente è attiva da oltre quarant’anni: quest’anno celebra la 45ma edizione. A Ulm siamo alla XXI edizione nata dall’iniziativa di un emigrato, Nico Albarino, che dopo aver visto la rappresentazione nel suo paese d’origine, in Basilicata propose di realizzarla anche in Germania grazie alla collaborazione della Missione Cattolica Italiana di Ulm e Neu-Ulm. Una tradizione che coinvolge non solo gli italiani ma tanti fedeli – anche protestanti – residenti nel territorio delle due Comunità Cattoliche Italiane. La prima rappresentazione si tenne tra le vie cittadine di Ulm. “Al cuore di questa esperienza – dice Albarino al Sir – c’è la rappresentazione sacra della Passione di Cristo, che si snoda tra le strade delle due città gemelle, trasformando i luoghi della vita quotidiana in spazi di preghiera, riflessione e comunione spirituale”.

Ciò che rende questa celebrazione significativa è la “sua dimensione multiculturale”, aggiunge il promotore spiegando che la comunità italiana, presente da decenni nel territorio, si unisce “fraternamente” a quella tedesca e a fedeli di altre madrelingue, provenienti da diverse nazioni e tradizioni culturali.

Insieme, queste comunità partecipano attivamente a tutte le iniziative che animano la Settimana Santa: le processioni, le veglie, le celebrazioni liturgiche e i momenti di preghiera condivisa. “La partecipazione non è mai passiva. Al contrario – afferma Albarino – ogni membro della comunità si sente protagonista, contribuendo con impegno, dedizione e cuore all’organizzazione e allo svolgimento degli eventi. È un coinvolgimento che va ben oltre la semplice presenza: è un atto di fede vissuto collettivamente”.

Per molti italiani residenti in Germania, questi giorni rappresentano anche un momento “profondo” di riscoperta delle proprie radici. Ricordi che, lontano da casa, “acquistano un sapore ancora più prezioso e commovente. Tutti insieme – italiani, tedeschi e fedeli di ogni provenienza – collaborano, pregano e vivono la Passione di Cristo come un’unica grande famiglia. In questo senso,

la Settimana Santa a Ulm e Neu-Ulm diventa non solo una celebrazione religiosa, ma anche un potente esempio di integrazione, solidarietà e rispetto reciproco,

dove la fede comune abbatte ogni confine culturale e linguistico”.
Gli artisti coinvolti, in maggioranza di origine italiana, percorreranno, in abiti storici, un cammino di circa tre ore tra le diverse stazioni programmate.

Una tradizione molto sentita e partecipata anche in tate altre Mci. Tra queste citiamo quella nella missione Cattolica Italiana di Esslingen prevista alle 17 a Esslingen, a Bad Homburg alle 16, nella Comunità cattolica italiana di San G.B.Scalabrini di Ludwigsburg alle 15, nella Comunità cattolica di San Giovanni Bosco di Schwäbisch Gmünd alle 15.30, nella Comunità cattolica di San Marco Evangelista di Schondorf alle 15. E ancora nella Missione cattolica di Solingen-Remscheid mentre domenica scorsa la passione vivente si è svolta a Wolfsburg. Iniziative che, come in tanti altri luoghi dell’emigrazione, non si sono affievolite, ma hanno trovato nuova linfa grazie all’impegno delle comunità e alla loro capacità di coinvolgere persone di ogni provenienza: la fede diventa un linguaggio universale capace di superare confini e custodire la memoria dei paesi d’origine. Un modo per far camminare nel mondo la tradizione italiana nelle sue forme più autentiche.

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