Diocesi: Capua e Caserta, mons. Lagnese ha consegnato la lettera “Lo Spirito Santo e noi” per essere una Chiesa missionaria e solidale

In occasione della solenne celebrazione del Giovedì Santo, durante la Messa crismale, l’arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta, mons. Pietro Lagnese, come già fatto ieri sera nella cattedrale di Capua, ha consegnato al clero e alle comunità della diocesi di Caserta la lettera “Lo Spirito Santo e noi”. Con questo atto, il presule ha ufficialmente affidato alle parrocchie delle due diocesi il nuovo Statuto dei Consigli pastorali parrocchiali e il Regolamento dei Consigli per gli affari economici. I nuovi strumenti normativi non sono semplici adempimenti burocratici, ma il frutto di un lungo percorso di ascolto che ha coinvolto oltre cento parrocchie. L’obiettivo è delineare una Chiesa “tutta sinodale”, in linea con il magistero di Papa Francesco e Leone XIV, dove ogni battezzato è protagonista della missione evangelizzatrice. “I Consigli parrocchiali — scrive l’arcivescovo — devono essere spazi vivi di ascolto e discernimento”. Richiamando l’esperienza del Concilio di Gerusalemme narrata negli Atti degli Apostoli, mons. Lagnese invita le parrocchie ad adottare uno stile di discernimento comunitario, di conversione missionaria e di collaborazione tra comunità. Nelle prossime settimane le comunità procederanno alla designazione dei membri dei nuovi Consigli, i quali riceveranno il mandato ecclesiale in prossimità della solennità di Pentecoste, a sottolineare che lo Spirito Santo è il vero protagonista di questo rinnovamento. L’impegno, come auspicato dal presule, è quello di costruire una “Chiesa umile e ospitale”, che resti in ascolto di Dio e del mondo.
In un clima di profonda comunione ecclesiale, l’arcivescovo ha inoltre annunciato una decisione di significativo valore simbolico, maturata dopo aver consultato il Collegio dei consultori: l’intitolazione della Biblioteca diocesana alla memoria di “Mons. Raffaele Nogaro”. La scelta di mons. Lagnese intende onorare il magistero e l’eredità spirituale del vescovo emerito, rendendo il luogo diocesano della custodia del sapere un punto di riferimento per quel dialogo tra fede, cultura e territorio che ha contraddistinto il ministero di mons. Nogaro.

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