“Siamo presbiteri che, in forza della speranza cristiana, svolgono un ministero di consolazione, di esortazione e di conferma in un contesto di fragilità diffusa, dove tante persone e tante famiglie sono provate da difficoltà, da incertezze, da sofferenze e da stanchezze”. Così l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, mons. Ivan Maffeis, nell’omelia della Messa del Crisma celebrata ieri sera in una gremita cattedrale di San Lorenzo. Durante la celebrazione i sacerdoti insieme all’arcivescovo e al suo predecessore, il card. Gualtiero Bassetti, hanno rinnovato le promesse che avevano fatto il giorno della loro ordinazione.
“Pesa non poco l’apprensione per la situazione internazionale – ha osservato mons. Maffeis –, che getta su tutti un sentimento di sconcerto e di impotenza. E non aiuta, tante volte, nemmeno il clima culturale che, non solo manca di riferimenti condivisi, porta un po’ tutti a dar sfogo alla propria aggressività ad assumere un linguaggio, quasi fosse normale, di discredito nei social, ma anche nella vita politica, nel confronto pubblico. A maggior ragione, in questa situazione, noi riusciremo a distinguerci nella misura in cui – come scrive Papa Leone – non saremo ‘definiti dal moltiplicarsi di compiti o dalla pressione dei risultati, ma saremo uomini configurati a Cristo, capaci di sostenere il proprio ministero a partire da una relazione viva con Lui, nutrita dall’Eucaristia ed espressa in una carità pastorale, contrassegnata dal dono sincero di sé’”. “Rispetto anche al recente passato – ha detto l’arcivescovo –, oggi ci sono aperte nuove possibilità, anche in ambiti secolarizzati. Nella visita pastorale tocco con mano – a partire dai ragazzi, dalle nuove generazioni – quanto la Parola e l’opera della Chiesa siano attese, siano cercate, quante opportunità si schiudano oggi all’annuncio del Vangelo”. Mons. Maffeis ha poi rivolto ai sacerdoti un augurio pasquale, quello “che possiate sentire quanto la Parola della grazia si compie in ciascuno di voi, nel corpo presbiterale e nel corpo ecclesiale. Questa grazia sostenga e conforti il vostro servizio, soprattutto nei momenti di solitudine o di incomprensione. Donate la vita di Dio alla nostra gente, aiutatela a credere in Lui e, quindi, a portare con coraggio il peso della vita, confortati e irrobustiti dall’olio della speranza, della fraternità e della pace”.