Popoli e Missione: migranti e richiedenti asilo “fuori dalla porta”. Pasqua e speranza nei Paesi in conflitto

È sempre più stretta la strada dell’accoglienza per migranti e richiedenti asilo. Visioni politiche restrittive e nuove norme hanno cambiato il panorama globale segnato da guerre, instabilità e crisi finanziarie. A questo tema il nuovo numero di “Popoli e Missione” dedica la copertina e il dossier centrale aperto dalle interviste al sociologo Maurizio Ambrosini e a Oliviero Fortis di Caritas italiana. Significative le esperienze di missionari e i progetti sostenuti dalla Chiesa italiana in Nigeria dove suor Patricia Ebegbulem lavora presso il Bakhita Villa aiutando le ragazze salvate dalla tratta di esseri umani; padre Michael Petro, gesuita impegnato con il Jesuit Refugee Service in Libano; gli Scalabriniani a Ocotepeque in Honduras, dove passano le “carovane della disperazione” di migranti in fuga.
Ma il tempo della Pasqua ricorda a tutti la speranza della resurrezione e della pace, soprattutto per chi vive in Paesi provati da conflitti e violenze: il Primo piano raccoglie le testimonianze di missionari e missionarie come suor Cecilia Sierra, comboniana in Palestina tra le comunità beduine; Francesco Fornari, coordinatore progetti di Caritas italiana in Ucraina che racconta della vita quotidiana a Kiev, suor Elizangela Silva Gomez, Camilliana a Port au Prince, e suor Libel delle Ancelle Missionarie del Ss. Sacramento tra i villaggi attaccati dall’esercito nazionale in Myanmar.
Per l’attualità un servizio dall’America Latina dove ci sono ben 44 delle 50 città con il più alto tasso di omicidi al mondo; per l’Africa un servizio sui mille paradossi dell’Angola, Paese ricco di gas e petrolio sfruttati dalle multinazionali, con una enorme disoccupazione giovanile e problemi di corruzione. Dall’Asia, un focus sull’Indonesia, Paese a maggioranza musulmana, dove l’islam moderato è impegnato nel dialogo con la minoranza cattolica.

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