Pasqua 2026: mons. Brugnotto (Vicenza), “libera il potere umano dalla corruzione dell’onnipotenza”

“Desidero raggiungervi per l’augurio pasquale con una riflessione su una realtà che sarà approfondita nelle prossime settimane dal Festival Biblico: ‘Il potere del limite’. Un’espressione che può sembrare strana e incomprensibile, ma che appena ci soffermiamo a considerarla risulta nostro pane quotidiano. In un tempo nel quale la parola potere appare spesso legata alla forza, al dominio, all’imposizione e perfino alla violenza, la Pasqua di Cristo ci conduce dentro ad una verità sorprendente: esiste un potere buono, necessario, persino generativo, ma esso diventa umano e salvifico solo quando accetta di abitare il limite”. Si apre con queste parole il messaggio augurale che il vescovo di Vicenza, mons. Giuliano Brugnotto, rivolge alla comunità diocesana per la Pasqua.
“Il potere, in sé, non è male”, osserva il presule: “È una dimensione della libertà”, “è una realtà buona, perché permette all’uomo di esprimere la propria umanità nella ricerca del senso e nella tessitura delle relazioni. Potremmo dire che il potere è una forma concreta della libertà quando si fa servizio alla vita”. “Eppure proprio qui si apre la grande questione spirituale e morale: il potere, se non riconosce il limite, si corrompe”, denuncia il vescovo, rilevando che “quando l’uomo dimentica di essere creatura fragile, finita, esposta, bisognosa degli altri e di Dio, il potere perde il suo orientamento e diventa pretesa di assoluto”. “Un potere senza limite si illude di non dover rispondere a nessuno: né all’altro, né alla coscienza, né al diritto, né a Dio. È il delirio dell’onnipotenza. Si tratta di un ‘delirio’, cioè una convinzione falsa e irrazionale che resiste nonostante le prove contrarie”. “La mania di grandezza è alienante e fa perdere il senso della realtà. Ne abbiamo notizia ogni giorno nei femminicidi e nella tragedia delle guerre”, commenta mons. Brugnotto.
“Sulla croce – prosegue il vescovo – Gesù rivela che il vero potere è quello di compiere fino in fondo il bene che si è chiamati a vivere. È la libertà che rinuncia a salvarsi da sé. È la signoria che si mostra come dono di misericordia per tutti”. “La Pasqua sottolinea mons. Brugnotto – non ci sottrae al limite; ci rivela che il limite, unito all’amore e affidato al Padre, può diventare luogo di fecondità, di redenzione, di vita nuova”. “Abbiamo bisogno della Pasqua di Cristo oggi”, afferma il presule, per il quale “ogni volta che l’uomo si crede senza limite, produce vittime. Ogni volta che si erge a signore assoluto della storia, prepara devastazione. Per questo il riconoscimento del limite non è debolezza politica, morale o spirituale: è condizione di civiltà. È ciò che rende possibile il diritto, la pace, il rispetto reciproco, la giustizia tra i popoli e soprattutto rende possibile il riconoscimento dell’altro nella sua alterità. Il limite non umilia la libertà: la salva dalla sua deriva distruttiva. Un potere senza limite diventa tirannia; un potere abitato dal limite può diventare servizio”.
Prima di concludere, mons. Brugnotto mette in luce la testimonianza di Sammy Basso: “La sua esistenza, segnata da una condizione fisica fragile e da una malattia rara, ha mostrato con limpidezza che il limite non è una condanna alla sterilità, ma può diventare una missione. Riconoscere il proprio limite, senza negarlo e senza farsene schiacciare, gli ha permesso di trasformarlo in dono per gli altri, in testimonianza, in prossimità, in bene condiviso”. “In lui – la convinzione del vescovo – si può contemplare una forma evangelica di potere: non il potere di dominare, ma il potere di cercare, significare, costruire amicizie, incoraggiare, lottare, servire, e aprire speranza. È una lezione profondamente pasquale: la fragilità, quando è abitata con verità e amore, può diventare luogo di luce per molti”.
“La Pasqua ci consegna questa conversione: passare dal potere che vuole salvarsi da sé al potere che si lascia plasmare dall’amore”, conclude mons. Brugnotto.

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