Nel mese in cui cade la Pasqua, Donne Chiesa Mondo, il mensile femminile de L’Osservatore Romano curato da Rita Pinci, esce il 4 aprile con un numero speciale dal titolo “Racconti di resurrezione”. Si tratta di un progetto narrativo collettivo che raccoglie storie scritte da donne e dedicate a esperienze di passaggio, perdita e rinascita.
Firmano i racconti Teresa Ciabatti, Nadia Terranova, Evelina Santangelo, Elena Stancanelli, Carola Susani, Romana Petri, Sandra Petrignani, Antonella Cilento e Alessandra Sarchi. Il numero ospita inoltre una poesia di Mariangela Gualtieri. Ritanna Armeni riflette sul famoso dialogo tra Natalia Ginzburg e Alba de Céspedes sul “pozzo delle donne”.
La copertina è firmata da Luigi Serafini e presenta una tavola tratta dal suo celebre Codex Seraphinianus.
Il progetto propone una lettura profondamente umana della resurrezione: non soltanto evento ultimo, ma possibilità concreta nel presente. Attraversare una frattura, un dolore, una perdita – personale o collettiva – e trovare, nel tempo e non senza fatica, una forma nuova di vita.
I racconti, tutti con protagoniste femminili, si sviluppano in contesti diversi – dalla famiglia al lavoro, dalla malattia all’amore, fino alle trasformazioni dell’età – ma condividono una medesima struttura narrativa: l’esistenza di una soglia, di un prima e di un dopo, tra il buio e una possibile luce. La perdita non viene cancellata, ma trasformata in occasione di ricomposizione.
Ne emerge una visione della speranza lontana da ogni retorica consolatoria: non un lieto fine imposto, ma un processo, un movimento, un ritorno graduale alla voce, al corpo, al mondo.
Attraverso queste storie prende forma l’idea di una “resurrezione quotidiana”: momenti, spesso minimi ma decisivi, in cui una parola, un incontro o un pensiero riaprono ciò che sembrava chiuso, permettendo di superare una caduta e ritrovare la luce.
Il progetto invita anche a riscoprire, in una prospettiva laica, il significato più profondo della promessa cristiana: la vita è più forte della morte, non solo come orizzonte ultimo, ma come realtà già inscritta nel presente.
Il numero è arricchito da un ampio apparato iconografico: una selezione di grandi opere d’arte che, attraverso i secoli, hanno interpretato il mistero della resurrezione. Dipinti, affreschi e immagini di artisti come Giotto, Piero della Francesca, Caravaggio, El Greco e Andrea Mantegna dialogano con i testi, offrendo una chiave visiva per approfondire il tema.