Ucraina: Consiglio d’Europa, “elezioni, clima tossico. Il Paese è ancora una democrazia?”

In vista delle elezioni parlamentari del 12 aprile, una delegazione dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (Apce) ha svolto una visita a Budapest (30-31 marzo). Dopo i colloqui con autorità, partiti e società civile, il giudizio è netto: “In gioco non è solo chi vincerà i voti, ma se la competizione democratica stessa rimarrà effettivamente aperta, pluralistica ed equa”. Se sul piano tecnico la macchina elettorale appare “complessivamente ben preparata”, gli osservatori denunciano un “clima tossico” strutturale. Sotto accusa la confusione tra Stato e partito, l’uso massiccio di risorse governative a favore di un’unica forza politica, uno spazio informativo distorto e istituzioni percepite come asservite. La nota diffusa oggi evidenzia inoltre una crescente preoccupazione per le interferenze straniere maligne e per l’ostilità verso le organizzazioni indipendenti. A preoccupare sono soprattutto la propaganda incendiaria, i messaggi elettorali aggressivi e la costante narrazione anti-Ucraina e anti-Ue, definita una “rozza stigmatizzazione degli oppositori” che impedisce una scelta consapevole. Restano critiche le ombre sulla trasparenza dei voti degli ungheresi all’estero e il progressivo soffocamento del giornalismo indipendente. Il capo delegazione Pablo Hispán ha posto l’interrogativo finale: “L’Ungheria è ancora una democrazia competitiva o uno Stato asservito a un unico partito?”. La delegazione tornerà sul campo il 12 aprile.

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