Il percorso formativo avviato dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Gnpl) per i candidati selezionati con procedura pubblica e finalizzato all’acquisizione della qualifica di monitor nazionale delle operazioni di rimpatrio forzato di cittadini stranieri entra nella fase operativa.
Concluso il corso a distanza, inizia il periodo di affiancamento per i candidati che hanno superato con successo il test finale. L’iniziativa formativa si inserisce all’interno del progetto “Rimpatri forzati e tutela dei diritti” finanziato con i fondi del programma Fami 2021-2027.
“La nuova fase di formazione prevede un affiancamento nelle attività di monitoraggio pre-partenza e una parte pratica con una simulazione su un mockup di aeroplano commerciale, per osservare come si svolgono le operazioni di rimpatrio e verificare le modalità di eventuale uso della forza”, ha spiegato Gaspare Giglio, responsabile dei monitoraggi del progetto Fami.
A partire da mercoledì 25 marzo un primo gruppo di cinque candidati ha affiancato i monitor del Garante nella fase pre-partenza di un’operazione di rimpatrio forzato. Gli affiancamenti proseguiranno nei mesi di aprile e maggio. A giugno è prevista la simulazione pratica sul mockup con il personale della Polizia di Stato, a cui si aggiunge un’ulteriore attività formativa teorica curata dalla responsabile della formazione del progetto Fami, Elena Adamoli, e dalle esperte in diritto dell’immigrazione e diritti umani Valeria Verdolini e Giulia Vicini.
“La fase finale del corso consentirà ai candidati di confrontarsi direttamente con i compiti che saranno chiamati a svolgere. L’arrivo dei nuovi monitor permetterà al Garante di incrementare il numero di operazioni di rimpatrio forzato monitorate e raggiungere l’obiettivo di 3000 operazioni, come previsto dal progetto Fami”, ha dichiarato il project manager Angelo Esposito.