La situazione in Haiti precipita ulteriormente a seguito di una serie di attacchi brutali e coordinati avvenuti nel dipartimento di Artibonite, in particolare nelle località di Jean Denis e Pont Sondé. Le violenze, attribuite alla banda armata Gran Grif, hanno causato la morte di almeno settanta persone e il ferimento di altre trenta, portando inoltre all’incendio di circa cinquanta abitazioni. Secondo i dati forniti dalle organizzazioni locali, oltre seimila cittadini sono stati costretti a fuggire dalle proprie case per scampare alla furia dei gruppi criminali.
“Almeno 70 persone uccise in attacchi brutali e coordinati contro diverse località di Petite Rivière de l’Artibonite: questa violenza cieca è un ulteriore richiamo dell’urgente necessità di aumentare il sostegno ad Haiti contro il flagello delle bande e delle reti che le sostengono”, scrive sui propri profili social Carlos Ruiz Massieu, rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite nel Paese. La strage precede di pochi giorni il previsto arrivo dei primi contingenti della Forza di repressione delle gang, organismo istituito dall’Onu, per tentare di ristabilire l’ordine pubblico in un territorio ormai segnato da una violenza estrema e sistematica.