Riviste: Lavialibera, nel numero in uscita l’inchiesta sulle “Stanze segrete” dove sono rinchiusi i cittadini stranieri prima del rimpatrio

In Italia esistono stanze in cui i cittadini stranieri per cui è stata decisa l’espulsione vengono rinchiusi, senza aver commesso alcun reato, prima di essere caricati su un aereo. Il governo li chiama “luoghi idonei”, ma in alcuni non c’è la doccia, le coperte non vengono cambiate, i servizi non vengono igienizzati e non è possibile comunicare con l’esterno. Lavialibera, rivista fondata da Libera contro le mafie e Gruppo Abele, li ha mappati per la prima volta grazie a dati e documenti inediti ottenuti dalle questure. Ne è nata l’inchiesta “Stanze segrete”, pubblicata sul numero della rivista disponibile su lavialibera.it da mercoledì 1° aprile.
Secondo le informazioni ottenute da lavialibera, 50 questure in Italia dispongono di “luoghi idonei”, ovvero stanze utilizzate per trattenere i cittadini stranieri prima del rimpatrio, mentre 11 impiegano a questo scopo le camere di sicurezza, destinate di norma a chi è sottoposto a fermo o arresto. A Milano vengono utilizzati sia luoghi idonei che camere di sicurezza. Da gennaio 2023 a ottobre 2025 sono state trattenute almeno 2.440 persone, aumentate di anno in anno (309 nel 2023, 906 nel 2024, 1.125 nei primi dieci mesi del 2025). I numeri più alti a Milano (765), Brescia (235) e Napoli (231). Nel capoluogo lombardo, le camere di sicurezza sono in condizioni “degradate”, come ha testimoniato il garante dei detenuti: non c’è la doccia, gli spazi vengono raramente igienizzati e le coperte non vengono cambiate. Il ministero dell’Interno ha stanziato 11,5 milioni per ristrutturare o realizzare nuovi “luoghi idonei” nelle questure e negli aeroporti entro il 2027.
Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera e Gruppo Abele, scrive nel suo editoriale: “Le persone migranti sono oggi viste da molti come non-persone. È disumano lasciare morire le persone durante viaggi che, con leggi diverse, potrebbero intraprendere in modo sicuro. Ancora più disumano il modo in cui trattiamo chi a quei viaggi sopravvive. Le analisi che trovate in questo numero della rivista mostrano che non esiste più argine politico e neppure giuridico al razzismo imperante. Leggete cosa accade nei Cpr o nei luoghi informali ‘di transito’ dei migranti irregolari. Chiedetevi se sono più irregolari loro, o il trattamento che noi gli riserviamo”.
Intervistato da lavialibera, l’ex garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà Mauro Palma spiega perché le autorità facciano ricorso ai locali idonei quando i Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) hanno posti liberi: “È una scelta giustificata dalla comodità delle questure o da esigenze di minore visibilità, perché tenere le persone in più luoghi, distribuiti e non aggregati, espone meno ed è più controllabile. Parlare di ‘luoghi idonei’ lascia passare il messaggio che è accettabile trattenere delle persone, in modo opaco e invisibile all’opinione pubblica, senza controllo effettivo sulle garanzie per i loro diritti”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia