“La resurrezione non riguarda solo Gesù che vince la morte con il suo corpo, ma anche la sua vittoria sulle logiche della morte che sono tutte presenti nei brani della Passione. Sì, d0bbiamo ammetterlo, siamo più impressionati dal male che dal bene e ci capita di vedere, nella nostra storia e nella storia del nostro tempo, prima di tutto il male, che è più volgarmente evidente, che sembra avere l’ultima parola, che irride con la sua prepotente violenza”. È quanto scrive mons. Giovanni Checchinato, arcivescovo di Cosenza-Bisignano, nel suo messaggio per la Pasqua pubblicato oggi sul settimanale diocesano “Parola di Vita”. Nei testi della Passione – scrive il presule – “balzano subito agli occhi e fanno sobbalzare il cuore il bacio traditore, la disinvolta sicumera di Pietro, le false accuse, un potere iniquo preoccupato solo di salvare se stesso, l’invidia che muove cuori e strategie dei potenti di turno, l’inutile crudeltà dei soldati romani, l’assenza di pietà finanche davanti alla morte”. A guardare bene – spiega mons. Checchinato – “sono tutte cose che conosciamo, avvenute anche ieri o stamattina, eppure siamo tanto scioccati da queste realtà che rischiamo di passare sopra ai segni della Resurrezione che gli evangelisti ci offrono fra le righe dello stesso testo: la cura di Gesù per i suoi amici che diventa prioritaria rispetto al suo dolore, l’accettare senza giudicare la loro insensibilità, il loro non accorgersi, la consapevolezza che l’odio non genera nulla di buono, l’affidamento totale al Padre, il perdono già offerto anche a chi non lo chiedeva, l’amicizia di Giuseppe e delle donne che si prendono cura del suo corpo, tanto ancora. La Risurrezione – come la morte – non è un evento, ma un processo che è preparato da un lungo percorso di bene, di pace, di shalom. Chi si apre a questa logica – aggiunge il presule cosentino – sa cogliere il bene in quell’altrove dove il Signore lo semina, anche nelle situazioni più drammatiche e tragiche e sa gioire del fatto che ‘il Signore sta alla mia destra, non potrò vacillare’”. La sera della Risurrezione Gesù “saluterà i suoi amici con la parola ‘Shalom’: ognuno – osserva mons. Checchinato – dà quello che ha, e non c’è niente di più bello e significativo della pace da regalare agli amici, pace che esce da un cuore che non ha conosciuto l’odio, da un uomo che, pur annientato dal disprezzo, ha voluto mantenere la pace come centro della propria esistenza. Lo shalom che Gesù risorto regala è da condividere e portare agli altri, è provocazione rivoluzionaria che dobbiamo fare nostra e condividere con il mondo che l’ha dimenticata. E allora sia Pasqua di pace”.