La Quaresima è “un tempo di straordinaria grazia”, un tempo “unico”: “non si ripeterà mai più allo stesso modo; quindi, è un tempo da vivere in pienezza con tutto noi stessi, la nostra intelligenza, volontà, libertà, sensibilità”. Ed ecco che per il suo carattere “battesimale”, nel percorso che “ci traccerà la Liturgia della Parola delle domeniche troveremo un aiuto per guarire i nostri cinque sensi”. Lo scrive mons. Riccardo Lamba nel messaggio per la Quaresima diffuso oggi. Nella prima tappa, “entreremo con Gesù nel deserto per sostenere la sua stessa lotta con il ‘diavolo’, cioè – scrive – colui che da sempre cerca di dividerci dall’amore di Dio e dei fratelli: solo rimanendo in stretto contatto con Lui, grazie a Lui e in Lui, potremo vincere le tentazioni dell’autoreferenzialità, del potere, del successo”. Nella seconda tappa “saremo invitati a fare dell’ascolto del Signore Gesù l’elemento fondante della nostra vita di fede: è Lui, infatti, che, trasfigurandosi davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni, ci fa intravvedere qual è il senso e la meta della nostra vita, cioè la piena comunione con Lui e la definitiva partecipazione alla sua stessa gloria di Risorto”. Nella terza tappa – spiega il presule – “gusteremo con la donna samaritana l’acqua viva dello Spirito che sgorga sempre fresca dalla roccia della nostra salvezza, Gesù Cristo: acqua che purifica dai peccati, acqua che fa germogliare i fiori nell’arsura del deserto, acqua che soddisfa la nostra sete di eternità. Nella quarta tappa, in Gesù che guarisce il cieco nato, riconosceremo il nostro bisogno di essere illuminati dalla Sua Grazia per poter avere occhi nuovi capaci discernere il bene dal male e poter vedere le grandi opere che il Signore ha compiuto e sta compiendo per noi e per i nostri fratelli. Nella quinta tappa, Gesù non si ferma davanti all’evidenza che Lazzaro sia morto da quattro giorni: Egli, risuscitandolo dalla morte, ci farà presentire il profumo della Sua stessa Risurrezione, soave odore che alimenta in noi la speranza della vita eterna e la fiducia che anche noi, grazie a Lui, risorgeremo dalla morte”.
Questa Quaresima può essere, allora, “un’occasione straordinaria – conclude – per scoprire che siamo chiamati a essere ‘creature nuove'”.