La Giornata delle Arti, promossa dal Vicariato di Roma e giunta alla terza edizione, sarà quest’anno dedicata a Gaza, ferita aperta e domanda rivolta alle coscienze. Nei saloni del Palazzo apostolico lateranense – che per l’occasione sarà accessibile gratuitamente per l’intero pomeriggio, a partire dalle 16 – le allieve e gli allievi dell’Accademia nazionale d’Arte drammatica “Silvio d’Amico”, dell’Accademia nazionale di Danza, dell’Accademia di Belle Arti di Roma e del Conservatorio “Santa Cecilia” porteranno in scena la forza del gesto, della parola e della musica. Sarà inoltre presentata un’installazione di Edoardo Tresoldi, frutto di un laboratorio progettato da Caritas Roma. Le esibizioni saranno ripetute in successione in quattro turni, alle 16, alle 17, alle 18 e alle 19.
“Se ci fosse acqua” è il tema scelto per questa edizione. Spiega don Gabriele Vecchione, vicedirettore dell’Ufficio per la pastorale universitaria e cappellano dell’Università La Sapienza: “L’arte è il contrario della narcosi, dell’assuefazione. Arte è svelamento, è imperitura memoria. L’oblio genera mostri, l’assuefazione genera cinismo. Così abbiamo chiesto alle Accademie dell’Alta Formazione artistica, musicale e coreutica di lavorare su quello che le nostre orecchie hanno ascoltato nei mesi scorsi: 64.000 morti, di cui 18.000 bambini. Non bisogna dimenticare Gaza. Il titolo ‘Se ci fosse acqua’, tratto da un poema di T.S. Eliot, è il desiderio di ogni crocifisso, non dimenticare cioè la sete di chi non ha più nulla”.
In particolare, nell’Aula della Conciliazione sarà presentata la drammaturgia “Gaza. Prima del silenzio”, di Francesco d’Alfonso. “Gaza. Prima del silenzio” è “una drammaturgia che racconta in modo struggente il dolore, la distruzione e la resistenza della popolazione di Gaza – dichiara d’Alfonso –. Attraverso la poesia e la musica di autori palestinesi, ma anche attraverso la cronaca internazionale e alcuni estratti del libro ‘Sudari’ di Paola Caridi, i nomi e i volti delle vittime, i loro sudari bianchi e i numeri della tragedia diventano simboli di memoria e responsabilità collettiva. Un invito a guardare, ascoltare e testimoniare: tra silenzi e sospiri, tra perdita e speranza, la parola si fa strumento per fermare la strage e ricordare ciò che il mondo rischia di dimenticare”.
Si prosegue nella Sala degli Imperatori con “Holm (Sogno)”, progetto a cura di Dino Verga e Francesca Penzani, con gli studenti del primo biennio della Scuola di coreografia dell’Accademia Nazionale di Danza e musica di Emel Mathlouthi.
Nella Sala di David sarà invece possibile ammirare “Chi sei tu? Bella domanda”, installazione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma. L’opera si inserisce nel campo dell’arte relazionale: non si limita alla creazione di un oggetto, ma prende forma attraverso le relazioni e la partecipazione del pubblico che diventa parte attiva dell’esperienza artistica.
Ancora, la Sala degli Apostoli ospiterà il Conservatorio di Musica Santa Cecilia: Senka Slipać al violino e Vehbija Hodžić alla fisarmonica, entrambi originari di Sarajevo, proporranno brani di Vivaldi, Kosorić e Monti.
Il percorso proposto nella Giornata delle arti si concluderà nella Sala di Daniele, con l’installazione “Fuoco”, a cura della Caritas diocesana di Roma, realizzata dal laboratorio “Immaginare e costruire lo spazio” con Edoardo Tresoldi, a cura di di Chiara Pietropaoli, nell’ambito di “ArtBeat: il cuore della Periferia”, progetto di Caritas Roma rivolto ai giovani per contrastare l’emarginazione sociale e culturale attraverso la pratica artistica.