Leone XIV: ai detenuti, “che nessuno vada perduto, che tutti siano salvati”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Che nessuno vada perduto! Che tutti siano salvati! Questo vuole il nostro Dio, questo è il suo Regno, a questo mira il suo agire nel mondo”. Papa Leone XIV nell’omelia della messa per il Giubileo dei detenuti, celebrata oggi nella Basilica di San Pietro, richiama la centralità del progetto di Dio. Il Pontefice ha ricordato la figura di Giovanni il Battista che “mentre predicava e battezzava, invitava il popolo a convertirsi e ad attraversare di nuovo, simbolicamente, il fiume, come al tempo di Giosuè, per entrare in possesso della nuova ‘terra promessa’, cioè di un cuore riconciliato con Dio e con i fratelli”. Leone XIV ha sottolineato che Giovanni “era retto, austero, franco fino ad essere imprigionato per il coraggio delle sue parole – non era ‘una canna sbattuta dal vento’ – eppure al tempo stesso era ricco di misericordia e di comprensione verso chi, sinceramente pentito, cercava con fatica di cambiare”. Il Papa ha citato Sant’Agostino che nel commento all’episodio evangelico dell’adultera perdonata conclude: “Partiti gli accusatori, sono state lasciate la misera e la misericordia”. “Il compito che il Signore vi affida – ha concluso Leone XIV – a tutti, detenuti e responsabili del mondo carcerario, non è facile” ma “anche di fronte alle sfide più grandi non siamo soli: il Signore è vicino, cammina con noi e, con Lui al nostro fianco, sempre qualcosa di bello e gioioso accadrà”.​​​​​​​​​​​​​​​​

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