Dal Parlamento europeo oggi è partita verso la Commissione la richiesta di lavorare a una strategia per la parità di genere 2026–2030 “ambiziosa, con misure legislative e non legislative in settori chiave”. La sollecitazione è contenuta in una risoluzione non vincolante adottata con 310 voti favorevoli, 222 contrari e 68 astensioni. Secondo gli eurodeputati, l’Ue dovrebbe riconoscere la violenza di genere come “reato grave con dimensione transfrontaliera”. La Commissione preparare le linee guida necessarie per l’attuazione della nuova direttiva sulla lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica, riconoscendo il femminicidio come reato specifico. La risoluzione chiede anche che la legislazione europea contenga una definizione di stupro basata sul consenso e che gli Stati membri che non lo hanno ancora fatto, ratifichino la Convenzione di Istanbul. Tra le richieste, inoltre quella dell’accesso universale alle cure e ai servizi di salute mentale sensibili alle differenze di genere, per colmare il divario sanitario tra uomini e donne. Secondo il Parlamento serve un “quadro vincolante” per garantire l’accesso pieno e paritario a tutti i servizi di salute sessuale e riproduttiva, così come il diritto a un aborto sicuro e legale dovrebbe essere inserito nella Carta dei diritti fondamentali dell’Ue. La Commissione dovrebbe inoltre lavorare per ridurre i divari occupazionali, retributivi e pensionistici di genere. Nella risoluzione anche la richiesta di rafforzare i meccanismi per contrastare il regresso democratico e gli attacchi ai diritti delle donne e delle persone LGBTIQ+.