In occasione della IX Giornata Mondiale dei Poveri, che quest’anno si celebra domenica 16 novembre, la diocesi di Rimini propone una serie di iniziative che aiutino a vivere con maggiore consapevolezza questo importante appuntamento, sensibilizzando le comunità ecclesiali e anche la società civile riminese sulle diverse forme di povertà che stanno crescendo sul territorio e su come contribuire per dare risposte continuative. “L’invito è a promuovere momenti di preghiera, sensibilizzazione, solidarietà e amicizia che coinvolgano i poveri stessi” spiega Mario Galasso, direttore della Caritas diocesana riminese. Le proposte, che la diocesi avanza assieme alla Caritas riminese, affidandole alla valutazione di ogni parrocchia e zona pastorale, si articolano su modalità differenti. Raccolte di cibo, vestiti, cancelleria o denaro, avvalendosi degli strumenti messi in campo dalla stessa Caritas; i Centri di ascolto, le case famiglia e le comunità accoglienti sono invitati a raccogliere brevi testimonianze di speranza dalle persone che si affidano a queste realtà, da condividere durante le celebrazioni. A questo si affianca la possibilità di riproporre l’iniziativa “Aggiungi un posto a tavola”, che vede famiglie, gruppi e comunità che scelgono di aprire la propria casa per condividere un pranzo o una cena con chi normalmente resta escluso. La diocesi, inoltre, sottolinea l’importanza di invitare i poveri che si fermano davanti alle chiese a entrare e partecipare pienamente alla celebrazione liturgica, come forma di cura e attenzione spirituale. Infine, la Caritas diocesana organizza nelle tre strutture principali (via Madonna della Scala-Rimini; Locanda 3 Angeli-Torre Pedrera e Laudato sì via Isotta-Rimini) un pranzo di condivisione con momenti di fraternità e animazione aperta a chiunque desideri unirsi. “Un’occasione semplice ma profonda per vivere insieme la gioia del Vangelo, superare barriere e riscoprire la bellezza di una comunità aperta e accogliente. – sottolinea la Diocesi di Rimini – La Giornata Mondiale dei Poveri non è un evento isolato, ma parte di un cammino comunitario”.