Sono 108 le edicole mariane e 22 le immagini sacre censite nel nuovo volume edito dal Municipio Roma V, ciascuna fotografata, descritta e contestualizzata attraverso tabelle che riportano indirizzi, parrocchie, anni di posa, tipologie iconografiche e, quando disponibili, note storiche. Un lavoro imponente raccolto in “‘Madonnelle’ e Immagini Sacre nel Municipio Roma V”, che attraversa il territorio rivelando come queste presenze siano nate per motivi religiosi, votivi, commemorativi o semplicemente per devozione familiare e personale.

Foto libro “Madonnelle e Immagini Sacre”
Le edicole, dunque, non come semplici elementi decorativi, ma come frammenti di storia urbana, testimonianze di fede popolare e punti di riferimento affettivi che hanno accompagnato generazioni. Il libro nasce anche grazie al coinvolgimento diretto degli abitanti, che hanno contribuito con ricordi, segnalazioni e testimonianze.
Nell’introduzione, Pallini racconta la genesi della sua ricerca: “Mi sono accorto che nel mio quartiere erano presenti immagini sacre che non avevo mai visto… e ho cominciato a camminare con la testa all’insù”. Molte edicole, confessa, gli erano sfuggite per anni, pur trovandosi lungo strade percorse quotidianamente. Da qui l’idea che attraversa tutto il volume: rallentare e osservare ciò che la fretta urbana e gli impegni quotidiani tendono a cancellare. “Camminare con la testa all’insù” diventa così un invito a riscoprire tesori che arricchiscono il territorio e ne raccontano la storia, la vita, la devozione, ecc.

Foto libro “Madonnelle e Immagini Sacre”
Una sezione del libro è dedicata agli anni di posa delle edicole: dagli anni Venti del Novecento, passando per il periodo bellico, con molte immagini legate ai bombardamenti del 1943 e alla Liberazione, fino alle installazioni più recenti, alcune risalenti al 2025, come quella di Santa Maria Madre della Misericordia in viale Partenope.
La ricerca, scrive Pallini, “è come un mosaico: ogni tessera proviene da tutti noi cittadini”. Le Madonnelle non sono semplici immagini: sono presenze “materne” che richiamano “nei passanti che le scorgono un tempo che fu: antiche e moderne, pagane e cristiane”, parte integrante del paesaggio urbano di Roma e di molte altre città italiane. In Veneto sono i “capitelli”, in Piemonte gli “altarini”, a Napoli le “nicchie”, a Roma le “Madonnelle”.
La maggior parte delle edicole sacre risale ai secoli XVII e XVIII, quando i loro lumi costituivano l’unica fonte di illuminazione notturna. Nel XIX secolo se ne contavano a Roma oltre 2.500, di cui 1.421 mariane. Oggi ne restano circa un migliaio, concentrate soprattutto nei quartieri antichi, “pur se, sempre più spesso, se ne trovano anche al di fuori della cinta dei cosiddetti quartieri storici”.
Un lavoro come quello di Pallini rappresenta un contributo prezioso alla memoria urbana e alla valorizzazione della devozione popolare, un patrimonio che rischia di essere dimenticato ma che continua a parlare attraverso la sua presenza silenziosa.

