Nasce a Como la rete “Città Fratelli tutti”

Oltre sessanta realtà del territorio hanno dato vita ad un movimento civico che si propone di mettere la fraternità alla base della cittadinanza. Un modo per non lasciare indietro nessuno. Per farlo è stata lanciata anche un’innovativa piattaforma digitale

(Foto Andrea Butti)

La fraternità come base per costruire la cittadinanza e far sì che nessuno sia lasciato più indietro. Parte da una città di frontiera come Como, ma con l’ambizione di crescere e contagiare altre città in Italia e nel mondo, l’iniziativa “Città Fratelli Tutti” lanciata ufficialmente sulle rive del Lario lo scorso 30 ottobre. A tenere a battesimo questa nuova creatura – “un processo di cui conosciamo i valori di partenza ma non dove ci porterà” confidano i promotori – è stato chiamato il vescovo di Como, mons. Oscar Cantoni, che ha partecipato sabato 30 ottobre ad un confronto con il sindaco della città, Mario Landriscina.

(Foto Andrea Butti)

Un movimento civico nato nella pandemia. “Como Città Fratelli Tutti”, con un evidente richiamo ideale all’enciclica di Papa Francesco, è un movimento civico a cui hanno aderito oltre 70 realtà del territorio: al suo interno sono presenti molte realtà dell’associazionismo cattolico in dialogo e confronto aperto con il mondo del sociale, dell’imprenditoria, della cultura, dell’associazionismo laico, dei sindacati e con una forte presenza di gruppi e movimenti giovanili. Un’iniziativa, spiegano i promotori, “nata dalla convinzione che i legami che ci uniscono sono ciò che di più prezioso abbiamo e costituiscono la struttura su cui poggia una comunità coesa e funzionale: è uno stile di vita che ci fa vivere insieme agli altri, mettendo a disposizione le nostre risorse personali per il bene della collettività e prendendoci cura di chi vive accanto a noi”. “Tutto questo nasce perché alcuni percorsi si sono incontrati in un periodo complesso come quello della pandemia, in cui abbiamo sperimentato la preoccupazione, ma anche la consapevolezza di essere legati gli uni agli altri”, ha dichiarato Mauro Magatti, sociologo comasco, tra i fondatori dell’iniziativa. “Como Fratelli Tutti – ha precisato – non vuole essere un soggetto in sé, non è un coordinamento o una nuova struttura che va a sovrapporsi a quelle già esistenti. Ma è un processo che ha soprattutto una forte novità metodologica che poggia su due tasti: digitale e comunicazione”.

Il digitale al servizio della Fraternità. La prima grande novità di Como Città Fratelli Tutti è proprio il lancio della piattaforma digitale Shaps, messa a disposizione gratuitamente dalla società Kpmg, che consentirà di mettere in condivisione le risorse personali dei cittadini – siano esse competenze specifiche, beni materiali o semplicemente il tempo libero – a favore delle associazioni del territorio in un’ottica collaborativa e solidale. “Sarà chi opera da tempo in prima linea – ha spiegato Magatti – a proporre alla piattaforma i bisogni delle persone che sul territorio vivono situazioni di fragilità e altre associazioni, imprese, privati cittadini, avvertiti da un allert, potranno decidere di dare il proprio contributo per rispondere”.

Verso un nuovo patto cittadino. Sarebbe però riduttivo limitare il senso della proposta comasca al solo strumento tecnologico. Como Città Fratelli Tutti si fa promotrice di un nuovo patto cittadino che, a partire dagli ultimi, porti ogni persona a scoprire nell’altro un fratello o una sorella di cui prendersi cura. “Dove hai incontrato oggi tuo fratello?”, è la domanda che i giovani del gruppo “Legami” e di altre realtà giovanili si sono chiesti l’un l’altro al termine di un pomeriggio di laboratori e iniziative che hanno animato il cuore della città. Lorenzo racconta di aver incontrato suo fratello in Pasquale, un senza dimora che ha accettato di partecipare alla “biblioteca vivente”: un luogo in cui i passanti potevano sedersi ad un tavolo con persone – come Pasquale – disposti a condividere la propria storia. Piccoli e semplici gesti per provare a costruire una nuova umanità. “Creare una mentalità fraterna – ha spiegato il vescovo Oscar Cantoni – non è semplice perché dobbiamo riconoscere come l’ambiente sociale in cui viviamo sia spesso contrario a questi ideali. Ci troviamo a confrontarci con l’egoismo, l’indifferenza, la cultura dello scarto. Bello vedere allora la Chiesa protagonista, insieme con tutti voi, per provare a proporre gesti quotidiani e possibili. Potremmo dire che questo è davvero l’inizio di un sogno condiviso”. Il vescovo ha voluto ricordare anche la morte di don Roberto Malgesini, il sacerdote ucciso proprio a Como il 15 settembre 2020: “È significativo vedere come la morte di questo prete, che con la sua vita ha saputo mostrare il volto della tenerezza di Dio, non abbia provocato risentimento, odio, rabbia, ma voglia di collaborare, di fare di più, di unirsi. Come ci ricorda il Vangelo: quando il seme caduto in terra muore, porta molto frutto”.

Una rete di Città Fratelli Tutti. La speranza ora è che questo movimento possa estendersi abbracciando altri luoghi in Italia e nel mondo. “Bello sarebbe – conclude Magatti – se questo fosse un laboratorio sperimentale, un’iniziativa apripista, e tra un anno ci trovassimo di fronte ad una rete di Città Fratelli Tutti presente in decine di altri luoghi”.

Per maggiori informazioni visitare il sito www.cittafratellitutti.it.

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