Madagascar. A Fianarantsoa, la città “dove si impara il bene”: sanità e solidarietà contro la povertà

Nel Madagascar segnato da povertà e carenze sanitarie, un progetto italiano porta cure e speranza. L'Ong “La Vita per te”, fondata e diretta dal dottor Francesco Cimino, opera per la prevenzione oncologica femminile, la chirurgia ortopedica e l'accoglienza dei minori fragili. Il Centro Rex è punto di riferimento per la salute femminile e la lotta ai tumori. Nei villaggi, missioni mediche raggiungono chi non può accedere alle cure. Un modello di intervento che integra medicina, educazione e inclusione sociale.

I giovani del servizio civile e gli operatori della Ong La Vita per te, Madagascar (Foto: P.Caiffa)

Per arrivare a Fianaranstoa, che in malgascio significa “la città dove si impara il bene”, bisogna viaggiare per due giorni con un fuoristrada dalla capitale Antananarivo, passando la notte nella città di Antsirabe. Sperando di non rimanere bloccati sulle disastrate strade del Madagascar, piene di buche, enormi pozzanghere e crateri. Non ci sono i soldi per la manutenzione. O meglio, il denaro pubblico è scivolato nei rivoli del diffuso malcostume della corruzione. Ed è proprio nella città “dove si impara il bene” che nel 2001 un coraggioso e visionario pioniere, il dottor Francesco Cimino, medico chirurgo ortopedico modenese, ha dato vita alla Ong “La Vita per te”.  Il medico modenese si è trasferito nel suo Paese d’adozione e l’Ong oggi opera in diverse località del Madagascar con progetti sanitari, educativi e sociali. “Ci vuole tanto cuore e tanta pazzia ma anche se riusciamo a salvare un solo bambino ne vale sempre la pena”, è solito dire. In un Paese dove il 75% della popolazione vive sotto la soglia della povertà e la sanità pubblica è praticamente inesistente, “La Vita per te” è un raggio di luce che salva vite di bambini, donne, intere comunità. Negli ultimi 15 anni hanno operato e seguito oltre 1000 bambini. Tutti poveri e spesso orfani o che vivono sulla strada. Al momento accolgono 60 bambini e ne seguono 200 tramite il programma contro la malnutrizione. Oltre 200 i dipendenti.

Il Centro Rex a Fianarantsoa, La Vita per te, Madagascar – (Foto: P.Caiffa)

Fianarantsoa è una piacevole cittadina distesa su dolci colline nel Madagascar centrale, piena di giovani che frequentano università, scuole, collegi. A valle del suggestivo centro storico con chiese, antiche costruzioni e panorami, c’è un lungo edificio bianco e azzurro. L’ingresso è rosa, a simboleggiare un luogo di accoglienza gentile per le donne. È il Centro medico Rex, cuore pulsante del progetto di prevenzione e screening dei tumori al seno e all’utero, uno dei fiori all’occhiello dell’Ong, insieme alle missioni chirurgiche ortopediche, le case-famiglia per bambini vulnerabili, i progetti educativi e di agricoltura sociale.

La Vita per te, Madagascar – (Foto: P.Caiffa)

Felana Rabotomanasa, La Vita per te, Madagascar – (Foto: P.Caiffa)

Il Centro medico Rex per la prevenzione dei tumori femminili. Ci accoglie Felana Rabotomanasa, responsabile delle missioni sanitarie del progetto, insieme a Maria, Eugenio e Sara, tre dei cinque giovani che stanno svolgendo il servizio civile internazionale per un anno, grazie al Coordinamento di Ong Cipsi.  Al centro Rex lavorano 30 persone, oltre ai medici.  C’è un ambulatorio prenatale, un centro per la malnutrizione, una farmacia galenica. Qui vengono svolte diverse attività sanitarie, tra cui una campagna di vaccinazioni contro l’Hpv. Obiettivo primario: la prevenzione dei tumori femminili. Il Madagascar ha infatti un tasso altissimo di positività dei tumori femminili nelle donne fino ai 25 anni: il 14%:  Durante tutto l’anno organizzano missioni che possono durare anche un mese per raggiungere i villaggi più isolati del Madagascar e permettere alle donne di effettuare mammografie, pap-test e altri screening oncologici.

Il mezzo utilizzato per le missioni di screening oncologico, La Vita per te, Madagascar – (Foto: P.Caiffa)

In Madagascar sanità pubblica quasi inesistente. “Tante donne non vanno in ospedale perché non possono permettersi la sanità, che è quasi tutta privata – spiega Felana -.  Spesso i tumori vengono individuati in fase precoce e basta una piccola rimozione per curarli. Quando invece sono in stadio avanzato, purtroppo c’è poco da fare. In Madagascar la chemioterapia esiste, ma è difficile sapere dove e come accedervi. Per gli interventi più complessi collaboriamo con l’ospedale oncologico locale”. Un problema grande, prosegue Felana, è “l’ignoranza sulla malattia.

Molte donne non sanno cosa sia un tumore e pensano di poterlo curare con le piante e la medicina tradizionale.

In molti casi queste cure funzionano per problemi semplici come la febbre o il mal di pancia, ma non per il cancro”. Gli esami di laboratorio passano sotto il microscopio di Marcella Ramanantsoa, infermiera e citologa: “Ogni anno analizziamo circa 800 vetrini. La sensibilizzazione e la prevenzione sono fondamentali”. In 16 anni hanno eseguito un milione di screening. Sono state raggiunte 16 su 23 regioni del Madagascar, quest’anno se ne aggiungeranno altre tre.

Marcella Ramanantsoa, La Vita per te, Madagascar – (Foto: P.Caiffa)

Le missioni chirurgiche ortopediche si svolgono due o tre volte l’anno. Oltre al dottor Cimino, operano medici malgasci e italiani. Infermieri, anestesisti e assistenti in sala sono malgasci.  Gli interventi vengono eseguiti nell’ospedale di Ihosy. Affittano una sala operatoria e portano tutto il materiale sanitario necessario. Vengono operati bambini che non camminano bene, con malformazioni importanti che difficilmente le famiglie potrebbero permettersi di curare. Dopo l’intervento trovano accoglienza nel centro di Mahasoa, gestito da religiose.

“L’ultima volta sono stati operati 12 bambini. Di solito si eseguono circa quattro interventi al giorno, ma in futuro potrebbero aumentare.

È importante riuscire a operare il maggior numero possibile di bambini”, raccontano i volontari del servizio civile, che stanno imparando il malgascio per comunicare meglio con la popolazione ed essere di aiuto nei vari progetti. “Abbiamo fotografato i casi per poterli catalogare e assistito agli interventi chirurgici – spiegano -. È stata un’esperienza molto intensa. Vedere un bambino con i piedi quasi completamente deformati e poi, dopo l’intervento, raddrizzati, è stato davvero molto forte”.

(Foto: La vita per te)

Nel centro di Mahasoa, dove sono accolti 26 bambini. Dopo l’operazione i bambini vengono portati nella missione delle suore nel villaggio di Mahasoa, dove rimarranno due anni e saranno seguiti in maniera integrale, fino alla guarigione. Attualmente sono 26. Alcuni fanno fisioterapia; altri sono ancora in sedia a rotelle e cambiano il gesso ogni due settimane: “Questo è un momento molto doloroso per loro. I bambini spesso si aggrappano a noi, ci chiedono di tenergli la mano. È difficile vederli piangere.

Però sappiamo che tutto questo servirà: molti di loro riusciranno a camminare e correre”.

A Mahasoa, dove l’Ong ha anche costruito alcune scuole, c’è anche un progetto di coltivazione della moringa, una pianta altamente nutritiva utilizzata per contrastare la malnutrizione infantile.

La Vita per te, Madagascar – (Foto: P.Caiffa)

“Miaraka” è un altro progetto importante che riguarda i minori vulnerabili. A Fianarantsoa esistono due centri: uno per ragazzi e uno per ragazze. Ospitano circa 25-26 bambini provenienti dalla strada, orfani o da situazioni familiari molto difficili. Un giudice locale individua i casi più gravi e affida i minori al centro. I ragazzi vivono in comunità con educatori che li seguono nello studio, nello sport e nella vita quotidiana. Possono restare fino ai 18 anni e, se necessario, anche oltre, finché non sono in grado di mantenersi da soli. Alcuni hanno perfino frequentato l’università. C’è poi il progetto Ilena, nato inizialmente per aiutare un villaggio con persone colpite dalla lebbra. Ora ha l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita della comunità locale con agricoltura sociale e allevamento, educazione e sanità, in collaborazione con la diocesi locale. Tra le numerose iniziative de “La Vita per te”, un laboratorio di analisi che sarà inaugurato a breve e programmi radiofonici su emittenti locali – la radio è il mezzo più utilizzato dalla popolazione – per sensibilizzare e informare sulla prevenzione oncologica.

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