Libano. Quasi 900mila sfollati dopo la guerra tra Hezbollah e Israele. Moussawer (Caritas): “Emergenza umanitaria in tutto il Paese”

Dopo l’escalation del conflitto scoppiato il 3 marzo in seguito all’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, il Libano affronta una grave crisi umanitaria con centinaia di migliaia di sfollati interni. Se ne stimano ormai 900mila. Al Sir il responsabile della comunicazione di Caritas Lebanon, Mazen Moussawer: “Famiglie costrette a fuggire senza nulla. Scuole e parrocchie trasformate in rifugi. I bisogni crescono ogni giorno”

(Foto ANSA/SIR)

Il Libano sta affrontando una nuova grave emergenza umanitaria dopo lo scoppio della guerra tra Hezbollah e Israele, iniziata il 3 marzo in seguito all’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. L’intensificarsi dei combattimenti ha provocato una vasta ondata di sfollamenti interni che coinvolge ormai centinaia di migliaia di persone. Le ultime stime parlano di circa 900mila persone.

“Il Paese sta vivendo una situazione estremamente difficile”, spiega al Sir Mazen Moussawer, responsabile della comunicazione di Caritas Libano. “Secondo le stime delle autorità libanesi, gli sfollati interni hanno raggiunto circa 900mila persone. Molte famiglie sono state costrette a lasciare le proprie case in pochissimo tempo, portando con sé solo pochi effetti personali”. Le violenze hanno colpito diverse regioni del Paese, in particolare il sud del Libano, la valle della Bekaa e alcune aree della periferia meridionale di Beirut. In tutto il territorio scuole, sale parrocchiali, centri comunitari e edifici pubblici sono stati trasformati in rifugi temporanei per accogliere chi fugge dai bombardamenti, mentre migliaia di persone hanno trovato ospitalità presso parenti o famiglie disposte ad accoglierle.

Caritas in campo. “Per molte famiglie lo sfollamento è stato improvviso e traumatico – racconta Moussawer –. I genitori cercano di rassicurare i figli, ma l’incertezza sul futuro e sulla possibilità di tornare a casa pesa su tutti”. Fin dalle prime ore della crisi, Caritas Libano ha attivato la propria rete di centri regionali, operatori sul campo e volontari presenti in tutto il Paese per rispondere all’emergenza. Tra le priorità immediate c’è stata l’assistenza alle famiglie arrivate nei rifugi collettivi, spesso dopo lunghi e difficili spostamenti dalle zone colpite. I team dell’organismo cattolico stanno lavorando per migliorare le condizioni di vita all’interno dei centri di accoglienza, distribuendo materassi, coperte, cuscini e altri beni essenziali per garantire agli sfollati un minimo di comfort e protezione. In diversi luoghi gli operatori hanno anche contribuito alla preparazione e alla riqualificazione degli spazi destinati ad accogliere le famiglie, adattando aule scolastiche, sale parrocchiali e altri edifici pubblici.

Assistenza alimentare e sanitaria. Un altro fronte cruciale dell’intervento, aggiunge Moussawer, riguarda l’assistenza alimentare: “I volontari distribuiscono pasti caldi e alimenti pronti al consumo, soprattutto alle famiglie che sono arrivate nei rifugi senza la possibilità di cucinare o di procurarsi beni di prima necessità nei primi giorni dopo la fuga”. Accanto al sostegno materiale, Caritas sta garantendo anche assistenza sanitaria attraverso i propri team medici e i centri di salute presenti nel Paese. Vengono offerte visite mediche e distribuiti farmaci essenziali, con particolare attenzione ai bambini, agli anziani e alle persone affette da malattie croniche che hanno perso l’accesso alle cure dopo aver lasciato le proprie case.
Operatori sociali e volontari sono inoltre presenti nei rifugi e nelle comunità ospitanti per offrire sostegno psicologico, soprattutto ai bambini che stanno vivendo paura, disorientamento e il trauma dello sfollamento improvviso.

Comunità locali sotto pressione. “La situazione è resa ancora più complessa dal fatto che il Libano attraversava già prima di questa crisi una grave difficoltà economica e sociale”, sottolinea Moussawer. “Lo spostamento improvviso di centinaia di migliaia di persone sta mettendo ulteriormente sotto pressione comunità locali e infrastrutture già molto fragili”. Nonostante queste difficoltà, operatori e volontari continuano a lavorare quotidianamente accanto alle famiglie colpite dalla crisi. “Cerchiamo di accompagnarle in questo momento di grande incertezza – conclude il responsabile della comunicazione di Caritas Libano – garantendo riparo, beni essenziali, assistenza sanitaria e un minimo di stabilità mentre la situazione sul terreno resta in continua evoluzione”.

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