In Madagascar il primo focolaio di Mpox, il vaiolo delle scimmie. Ora si rischia una nuova emergenza

In Madagascar cresce l’allarme per il vaiolo delle scimmie, mentre la crisi politica ed economica peggiora le condizioni del Paese. Il medico Francesco Cimino racconta l’impegno della Ong “La vita per te”, che assiste bambini con gravi malformazioni e offre cure gratuite, educazione e sostegno, nonostante le difficoltà e l’isolamento internazionale

(Foto: La vita per te)

In Madagascar tutto è politicamente cambiato ma, almeno per il momento, nulla è cambiato. Anzi, le condizioni del popolo malgascio, sempre più impoverito a causa dell’aumento dei prezzi, potrebbero anche peggiorare, con una nuova minaccia che avanza: la scoperta del primo focolaio del virus Mpox, noto come vaiolo delle scimmie: il Ministero della salute pubblica ha confermato 5 casi accertati al 31 dicembre a Mahajanga, nel nord del Paese, e 76 casi sospetti. Il 6 gennaio è stato imposto l’obbligo delle mascherine in tutta la nazione, viaggiatori compresi.  “La situazione è appena iniziata e attualmente vi è un gran caos. Si devono attivare condizioni di sicurezza e circoscrivere i focolai. Molta attenzione da parte di tutti è obbligatoria”: a parlare al Sir è il medico chirurgo Francesco Cimino, fondatore e responsabile della Ong “La vita per te” che opera e accoglie bambini con malformazioni ortopediche gravi nelle sue tre sedi in Madagascar.  Dal 25 settembre scorso e nelle prime settimane di ottobre il Paese africano ha vissuto una stagione di proteste guidate dalla cosiddetta “Generazione Z”, con la destituzione e fuga del presidente in carica André Rajoelina, e la presa di potere da parte dell’esercito. Il nuovo presidente è il colonnello Michael Randrianirina, che ha promesso una rapida transizione democratica, una nuova Costituzione ed elezioni.

“Attualmente tutto tace, la gente ha paura e non si è visto ancora nessun cambiamento

– spiega Cimino da Fianarantsoa, nel sud del Paese -. Ora si parla di fare le elezioni tra 24 mesi. I prezzi sono aumentati e la gente, già in condizioni di povertà, è ancora più in difficoltà. I giovani che hanno manifestato non sono stati coinvolti nel nuovo governo e non sono rappresentati”.

Il dottor Francesco Cimino – (foto: La vita per te)

Una scelta radicale. Cimino conosce benissimo e ama profondamente il Madagascar: 9 anni fa ha addirittura deciso di lasciare il suo impiego negli ospedali modenesi per trasferirsi e lavorare a tempo pieno in Madagascar nei centri della Ong. “Una scelta che rifarei altre cento volte”. Tutto è nato, racconta, “25 anni fa da un momento di pazzia” e poco dopo l’adozione di due bellissimi bambini malgasci, oggi due giovani trentenni in gamba e ben integrati. “Mi sono sentito subito in debito nei confronti di questo Paese. L’attività di ortopedico in Italia mi faceva sentire fuori posto, ero più uno psichiatra che si confrontava con malattie somatizzate. Qui i bisogni sono enormi e reali: si salvano veramente delle vite. Anche se è una realtà molto povera e difficile scatta il meccanismo per cui ci si sente veramente utili”.

(foto: La vita per te)

Negli ultimi 15 anni hanno operato e seguito oltre 1000 bambini, che arrivano anche da posti lontanissimi. Tutti poveri e spesso orfani o che vivono sulla strada. Al momento accolgono 60 bambini e ne seguono 200 tramite il programma contro la malnutrizione. “Non ci occupiamo solo dell’intervento chirurgico e poi li lasciamo al loro destino– precisa Cimino -. Stanno con noi almeno due anni per fare fisioterapia, andare a scuola, mangiare bene, fare attività di animazione. Tutto completamente gratuito. Abbiamo costruito un percorso completo di cura finalizzato a dare ai nostri bimbi che non riescono a camminare una possibilità di autonomia e la speranza per una vita migliore. Arrivano da noi in condizioni disperate, li prepariamo agli interventi chirurgici, fanno la fisioterapia e la riabilitazione motoria con il supporto delle ortesi o delle scarpe correttive necessarie ed inoltre tutti i bimbi vengono socializzati e li scolarizziamo. Dopo circa due anni riescono a camminare. E’ la grande magia di questo lavoro”.

(foto: La vita per te)

La Ong ha attiva anche una campagna di vaccinazione contro Hpv insieme al Ministero della Sanità del Madagascar e all’Unicef e offre screening gratuiti per la prevenzione dei tumori al seno e all’utero. Il Madagascar ha infatti un tasso altissimo di positività dei tumori femminili nelle donne fino ai 25 anni: il 14%: “Alcuni studi indicano che è dovuto a questioni genetiche, aborti clandestini con guaritori tradizionali, gravidanze precoci già a 12 anni, promiscuità sessuale e scarsa igiene. In 16 anni abbiamo eseguito un milione di screening”.

(foto: La vita per te)

“Una vita per te” è una Ong molto attiva ma lontana dai riflettori. Si avvale di 200 dipendenti, tutti malgasci, nei tre Centri sanitari attivi nel paese, dislocati uno al Centro, il secondo al Nord ed il terzo al Sud. Ci sono anche volontari e giovani del Servizio civile universale (attualmente cinque inviati grazie alla collaborazione con il Cipsi). “Ci teniamo a formare medici e personale locale, che mandiamo a studiare in Italia. I progetti devono poter vivere anche dopo di me”, sottolinea Cimino. I centri collaborano con religiose e missionari, sono sostenuti da una fondazione malgascia e da famiglie locali ed italiane e tengono molto all’indipendenza politica. Non è facile mandare avanti tutto con piccoli progetti, adozioni a distanza e 5×1000 tramite la rete italiana. “Tiriamo la coperta finché si può, sacrificando, purtroppo, alcuni programmi quando non bastano i soldi. Paghiamo il prezzo di essere liberi”.

“Ci vuole tanto cuore e tanta pazzia ma anche se riusciamo a salvare un solo bambino ne vale sempre la pena”.

Il fondatore conclude con un appello a “venire da noi e lavorare con noi, anche per brevi periodi: solo così si può riuscire a capire cosa vuole dire ogni giorno lottare, superare i grandi problemi veri che si incontrano e aiutarci ad uscire dall’isolamento. Il Madagascar è dimenticato da tutti. Non ha importanza cosa si sa fare, è sufficiente avere cuore e fiducia che tutto è possibile se si lavora insieme”.

(foto: La vita per te)

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