Gli articoli più letti del SIR nel 2025: cronaca, Chiesa e Leone XIV nelle domande del presente

Nel 2025 gli articoli più letti del SIR raccontano un pubblico interessato a comprendere la complessità del presente. La cronaca segnata da violenza e fragilità, le analisi sul pontificato di Leone XIV e l’attenzione alle responsabilità della Chiesa mostrano una domanda di interpretazione. I lettori premiano contenuti capaci di offrire chiavi di lettura, discernimento e senso

(Foto Calvarese/SIR)

Non è una classifica, da sola, a raccontare un anno editoriale, ma la trama che tiene insieme i temi capaci di attirare attenzione e fiducia. Nel 2025, i dati sugli articoli più letti del SIR non parlano di un pubblico in cerca di titoli forti o di risposte rapide, ma di lettori disposti a fermarsi davanti ai nodi irrisolti del presente. La cronaca occupa uno spazio centrale, ma non viene consumata come sequenza di eventi isolati. Gli omicidi di Sara Campanella e Ilaria Sula, così come il suicidio di un quattordicenne a Latina, sono diventati tra i contenuti più seguiti perché raccontati come ferite che interrogano la società e il mondo adulto. Nello stesso orizzonte si colloca l’attenzione suscitata dal caso di Cecilia Sala, che ha riportato al centro del dibattito pubblico il tema della libertà di informazione, del rischio personale e del valore della parola nei contesti di conflitto. Le parole di educatori, psicologi e pastori hanno offerto chiavi di lettura capaci di sottrarre il dolore alla logica dell’emergenza e dell’indignazione istantanea. Accanto a queste vicende, hanno trovato attenzione storie che obbligano a cambiare sguardo, come quella della vita religiosa delle suore con sindrome di Down: non racconti edificanti, ma esperienze che mettono in discussione categorie consolidate su fragilità, vocazione e normalità. È un primo dato rilevante: i lettori rispondono quando la cronaca viene restituita come domanda di senso, non come accumulo di fatti.

Il nuovo Papa come chiave di lettura
Un secondo asse attraversa in modo evidente l’anno ed è legato alla morte di Francesco e all’avvio del pontificato di Leone XIV. Tra gli articoli più letti figurano analisi di taglio teologico e pastorale che hanno cercato di interpretarne lo stile e le prospettive. La riflessione di mons. Piero Coda, che ha descritto un Papa che non si presenta come “assoluto”, ma come “direttore d’orchestra”, si colloca stabilmente ai vertici dell’attenzione. Nello stesso orizzonte si inserisce l’intervista a p. Alejandro Moral Antón, priore generale degli Agostiniani, che ha raccolto una confidenza diretta del Papa: “Ho dovuto rinunciare a molte cose, ma non rinuncio ad essere Agostiniano”. Un’affermazione che restituisce la cifra spirituale del nuovo pontificato, radicato in un legame che non è formale, ma vissuto. “Si vede che porta dentro di sé questo senso di appartenenza”, osserva p. Moral, che conosce Leone XIV da oltre quarant’anni. Anche i testi sulla messa di inizio pontificato e sugli interventi sui conflitti internazionali, in particolare su Gaza, confermano che l’interesse dei lettori non è episodico. Si cercano categorie, linguaggi, criteri per comprendere che tipo di Chiesa stia prendendo forma. Colpisce che articoli esplicitamente teologici risultino tra i più letti dell’anno, segno che il bisogno di interpretazione non riguarda solo gli addetti ai lavori. Il pontificato appare così come uno spazio simbolico di attesa, in cui tornano parole come collegialità, discernimento e responsabilità condivisa.

Una Chiesa chiamata alla responsabilità
Il terzo filone riguarda una Chiesa osservata con attenzione critica. Gli articoli sugli abusi, a partire dalle parole di Paola Ugaz, quelli dedicati al tema degli esorcismi o alle voci che arrivano da contesti periferici, come Mosca o l’Alaska, indicano un interesse costante per una Chiesa che non rimuove le proprie contraddizioni. Anche le storie dei cardinali più giovani e lo sguardo sulla dimensione globale restituiscono l’immagine di un’istituzione attraversata da cambiamenti profondi, non sempre lineari. Nel loro insieme, questi dati suggeriscono che i lettori SIR premiano un’informazione capace di stare dentro la complessità, senza scorciatoie difensive e senza indulgenze. Il 2025 si consegna così come un anno di passaggio, più che di assestamento: un tempo in cui la credibilità dell’informazione e della Chiesa passa dalla capacità di nominare il reale, anche quando è scomodo, e di accompagnarlo con parole che aiutino a pensare.

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