Cinema. Ritorno nello Spazio con “L’ultima missione” e corse su due ruote con “Idoli”

Dal 19 marzo al cinema due racconti d’avventura: lo sci-fi spettacolare Project Hail Mary, con Ryan Gosling scienziato in missione per salvare il Sole, e Idoli. Fino all’ultima corsa, esordio di Mat Whitecross tra Motomondiale, conflitti familiari e desiderio di riscatto. Due storie diverse unite da temi di amicizia, solidarietà e seconde possibilità

(Foto ufficio stampa)

Un viaggio avventuroso puntellato da note brillanti. È il racconto fantastico “L’ultima missione: Project Hail Mary” di Phil Lord e Christopher Miller con Ryan Gosling, che domina la scena dalla prima all’ultima inquadratura. Una missione disperata e al contempo sorprendente di un professore di scienze a bordo di una navicella spaziale in cerca di un modo per evitare che il Sole si spenga. Tra suggestioni visive acute e da brivido, il film si direziona come racconto di evasione intelligente. In sala negli stessi giorni “Idoli. Fino all’ultima corsa”, esordio del regista britannico Mat Whitecross, una storia che fonde motori, adrenalina e desiderio di riscatto sociale-familiare, con Claudio Santamaria e Óscar Casas.

“L’ultima missione: Project Hail Mary” (Cinema, 19 marzo)

Qua e là si colgono rimandi a “2001: Odissea nello spazio” (1968) di Stanley Kubrick, ma anche a “Gravity” (2013) di Alfonso Cuarón e soprattutto al più recente “Ad Astra” (2019) di James Gray. Parliamo del nuovo sci-fi “L’ultima missione: Project Hail Mary” diretto dal duo Phil Lord e Christopher Miller – Premi Oscar per l’animazione “Spider-Man. Un nuovo universo” (2018) – che prende le mosse dal romanzo omonimo di Andy Weir del 2021. Protagonista nonché produttore è il divo hollywoodiano Ryan Gosling – nel cast anche l’ottima Sandra Hüller, “Anatomia di una caduta” – che si intesta un racconto fantastico-avventuroso giocato sui temi della solidarietà, dell’amicizia e della custodia della Creato. Il film, targato Amazon MGM Studios, è nelle sale dal 19 marzo 2026 con Sony Pictures Italia.

La storia. Stati Uniti, Ryland Grace è un insegnante di scienze in una classe di preadolescenti, che viene arruolato per il suo talento in una missione spaziale cui partecipano molti Paesi. Si tratta di un team di ricercatori uniti dal desiderio (disperazione) di scoprire una soluzione al probabile spegnimento del Sole a causa di misteriose particelle che ne divorano l’energia. Ryland, contro la sua volontà, finisce a bordo della navicella – una missione senza ritorno – che fa rotta nelle periferie dell’universo, dove sembra esserci una stella simile al Sole immune da tale deterioramento. E durante il viaggio lo scienziato si trova faccia a faccia con una creatura aliena…

Un film avventuroso dal respiro fantascientifico. Un viaggio nello Spazio sino ai confini meno noti per il bene della comunità umana. Tra coraggio e goffaggine, Ryland è un eroe “imperfetto” che si trova da solo a bordo di una navicella spaziale che fa rotta verso l’ignoto; e in questa cornice apparentemente claustrofobica il film vira verso un racconto che si gioca sui valori dell’amicizia e solidarietà sul tracciato di “E.T. L’extra-terrestre” (1982) di Steven Spielberg. Ryland, infatti, nel suo “cammino della speranza” si trova a misurarsi con la presenza di una creatura aliena, con cui anzitutto deve avviare una forma di comunicazione. Superati timore e sospetti inziali, tra i due si attiva una dinamica di cameratismo e solidarietà, e così diventano i protagonisti di un racconto avvincente che si muove su un binario di buoni sentimenti e note narrative brillanti, virate in chiave positiva.

“L’ultima missione” è un’opera imponente e suggestiva dal punto di vista visivo, per gli effetti speciali accurati e realistici, un racconto che però diventa metaforico giocato su valori e temi ancorati alla realtà. Qua e là qualche semplificazione di troppo in stile hollywoodiano, ma nell’insieme un valido racconto d’evasione con temi di rilievo che può unire in sala adulti e preadolescenti. Consigliabile, semplice, per dibattiti.

“Idoli. Fino all’ultima corsa” (Cinema, 19 marzo)

Il regista britannico Mat Whitecross, classe 1977, a lungo specializzato nel documentario musicale – suoi “Oasis: Supersonic” (2016) e “La musica di 007” (2022) – si trova al timone del suo primo lungometraggio giocato tra motori, adrenalina e cuori in tempesta. Parliamo di “Idoli. Fino all’ultima corsa”, film avventuroso-sportivo ambientato nel circuito Moto2 del Motomondiale, una coproduzione italo-spagnola di cui è capofila Warner Bors. Protagonisti Claudio Santamaria, Óscar Casas, Ana Mena, Enrique Arce e Saul Nanni.

La storia. Spagna, oggi. Edu Serra è un ventenne che sogna di gareggiare nel Motomondiale. Ha grande talento, ma anche un carattere scostante e ombroso, dovuto alla perdita prematura della madre e al fatto che non ha mai avuto rapporti con il padre, il noto campione di moto Antonio Belardi. Durante una gara viene notato dal titolare dell’Aspar Team nel circuito Moto2 e scelto come secondo pilota accanto al campione Gianni Baltelli, ma a una condizione: deve accettare come allenatore il padre Antonio. Tra conflitti in pista e nell’animo, i due sono chiamati a superare gli irrisolti del passato, a perdonarsi e a sostenersi in una avvincente corsa verso il podio…

(Foto ufficio stampa)

“Idoli” è un film di motori e passioni, tra dimensione sportiva ed esistenziale. La struttura narrativa è semplice e prevedibile: un vibrante viaggio di riscatto, tra pista e strada della vita. Il protagonista Edu, per diventare un campione, deve superare i suoi limiti sportivi, le sue intemperanze, ma anche i traumi del passato, in primis disinnescare il dolore e l’odio che nutre verso il padre, aprendosi alla possibilità di perdonarlo, di offrirgli una seconda occasione. Questo il tracciato principale, cui si aggiunge una linea romance legata all’incontro tra il ragazzo e la giovane tatuatrice Luna, che lo aiuta nel trovare maggiore stabilità. Racconto avvincente, senza però sussulti e sorprese, in linea con la nuova serie Netflix “Motorvalley” firmata Matteo Rovere. Consigliabile, problematico-semplice.

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