Un chierichetto poco prima della Messa si lamenta che, anziché guardare la conclusione delle Olimpiadi, passerà la domenica pomeriggio a studiare per la verifica di “motoria”. Ai miei tempi la vecchia “educazione fisica” non prevedeva lezioni teoriche e tantomeno compiti in classe di lunedì. Ad ogni modo, Matteo si consola pensando che il lancio del turibolo non è ancora contemplato tra le specialità olimpiche.
Preoccupato dall’età media piuttosto alta degli “azzurri” (vicina ai 30 anni con più di qualche quarantenne ancora in pista), il CONI lancia l’allarme sul ricambio generazionale e, sulla scia degli ottimi risultati raggiunti a Milano Cortina 2026, torna a chiedere che “lo sport entri davvero, sul modello anglosassone, a scuola, in modo più strutturale e qualificato rispetto all’attuale educazione motoria”. Magari senza verifiche di lunedì e garantendo che la competizione non si faccia troppo pressante tra i ragazzi, aggiungiamo noi.
In attesa di ricambi, la squadra degli italiani (196 atleti) si è comunque intanto portata a casa un ricco medagliere. Sono state ben 30 le medaglie conquistate (10 ori, 6 argenti e 14 bronzi) collocando così l’Italia al quarto posto dopo Norvegia, Stati Uniti e Paesi Bassi. Che la Norvegia eccella negli sport invernali è facilmente comprensibile. Gli Stati Uniti hanno dalla loro i numeri. Brucia un po’ essere stati superati da un Paese che avrà anche i pattini d’argento, ma che – nome omen – le montagne le vede solo in cartolina. Non stupisce, invece, la distribuzione geografica dei nostri atleti: 83 provenivano dal Trentino Alto Adige, uno solo dal meridione: Giada d’Antonio, sci alpinista, che con i suoi 16 anni era peraltro anche la più giovane atleta in gara, cresciuta con il “Vesuvio Sci Club”.
Ma ora facciamo un poco i venali.
Oltre alla soddisfazione e alla gloria, quanto valgono le medaglie olimpiche?
Il loro valore materiale è poca cosa, anche perché non di oro e argento massicci si tratta. E speriamo che quelle di Milano Cortina siano state fatte meglio delle medaglie di Parigi che iniziarono a ossidarsi il giorno dopo la consegna, forse a causa dell’inserto ferroso collocato al loro centro, laica reliquia della Tour Eiffel. Ogni comitato olimpico nazionale riconosce un premio ai propri atleti che salgono sul podio. L’assegno staccato dal CONI è stato di 180 mila euro agli ori, 90 mila agli argenti e 45 mila ai bronzi. Esentasse. I norvegesi si confermano anche moralmente i vincitori assoluti di questa edizione olimpica: tornando a casa non riceveranno alcun premio dal loro governo che da molto tempo ha deciso invece di sostenere economicamente i suoi atleti prima e dopo le gare, attraverso borse di studio e uno stipendio fisso di circa 1.500 euro mensili agli sportivi di più alto livello. I medagliati statunitensi riceveranno premi molto più contenuti degli italiani (30 mila dollari per l’oro, 20 per l’argento, 10 per il bronzo), ma zio Donald darà ad ogni atleta un bonus di 100 mila dollari. L’importante è partecipare. Non male. Sia Singapore che Hong Kong avevano messo in palio per un’eventuale medaglia d’oro ben 700mila dollari ciascuno: tutti soldi risparmiati. Mikhail Shaidorov, che ha vinto l’oro nel pattinaggio artistico scrivendo una vera pagina di storia dello sport, stando alle promesse originali avrebbe dovuto ricevere dal suo governo poco più di 3 mila dollari, ma pare che il Kazakistan abbia ora deciso di meglio riconoscere il suo nuovo eroe nazionale. In ogni caso le disparità dettate dalle diverse provenienze degli atleti balzano facilmente agli occhi e forse andrebbero in qualche modo attenuate.
Anche se nelle scorse settimane non sono mancati gossip e polemiche sulla vita privata di alcuni sportivi in gara, l’impressione è che nell’insieme il mondo degli atleti olimpici sia sano, ricco di dedizione valori e di una bella umanità. Lo conferma anche don Ivano Brambilla, parroco di Cortina, che in chiesa nei giorni scorsi ha visto affacciarsi tanti giovani di nazionalità diverse, accogliendoli con simpatia. Ma del resto, come si fa a non essere buoni a Cortina, circondati da un simile paesaggio naturale?

