Progetto C.A.S.A. presentato a Bari: rete tra famiglie istituzioni e Chiesa per rafforzare affido e adozione dei minori

Presentato a Bari il progetto C.A.S.A. – Comunità, Alleanze e Solidarietà per l’Accoglienza, un percorso nazionale per rafforzare affido e adozione. Al centro bambini e giovani, famiglie e istituzioni, Chiesa e magistratura. L’iniziativa punta su sensibilizzazione, formazione e supporto concreto, promuovendo una rinnovata cultura dell’accoglienza e della solidarietà

(Foto SIR)

È stato presentato a Bari il progetto C.A.S.A. – Comunità, Alleanze e Solidarietà per l’Accoglienza, un percorso che punta a rafforzare l’affido e l’adozione su scala nazionale attraverso una sinergia tra associazioni, famiglie e istituzioni, promuovendo una rinnovata cultura della solidarietà. “Famiglia è dove l’amore non è un premio, ma un diritto. Casa è qualcuno che ti sceglie anche quando sei difficile, fai rumore, hai paura. Casa è qualcuno che resta”. Le parole pronunciate durante la performance teatrale “Guardami. Sono a casa”, scritta dal professor Vito Rago e portata in scena dall’associazione TuttinScena Cultura & Spettacolo, hanno toccato il cuore. A dar loro voce Silvia, giovane studentessa, tra i tanti ragazzi che hanno preso parte alla presentazione del progetto C.A.S.A. alla Pinacoteca di Bari. “Abbiamo voluto porre l’accento proprio su di loro, i giovani, che rappresentano le famiglie di domani”, ha dichiarato al Sir Giovanni Gallo, presidente del Forum delle Associazioni Familiari della Puglia.

Un lavoro di rete per affido e adozione
L’iniziativa, che attraverso la collaborazione tra associazioni, famiglie e istituzioni mira a promuovere una cultura dell’accoglienza e della vicinanza solidale per rafforzare affido e adozione su scala nazionale, si sviluppa attraverso un approccio integrato su tre livelli: la sensibilizzazione, con campagne ed eventi; la formazione, rivolta a operatori, famiglie e comunità educanti; il supporto diretto, attraverso servizi di accompagnamento e sostegno per le famiglie affidatarie e adottive e per i minori coinvolti. “È un percorso – ha aggiunto Gallo – che parte dal basso, in dialogo con il Terzo settore e con i giudici. L’auspicio è quello di ottenere risultati concreti: rimettere al centro i bambini, snellire le procedure, rendere più accessibili le informazioni e garantire il sostegno a un numero sempre maggiore di famiglie. Nei bambini c’è il nostro futuro. Se non ripartiamo da qui, non riusciremo a consegnare alle nuove generazioni una società all’altezza dei loro sogni. In un contesto di profondo inverno demografico e di crescenti difficoltà legate anche alla fertilità, il desiderio di fare famiglia e di ‘essere casa’ per qualcuno resta più vivo che mai”. Si tratta di un lavoro corale, come evidenziato dal presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro: “La tutela dei minori, infatti, non può risolversi in una mera sequenza di adempimenti burocratici, ma richiede un impegno collettivo. L’accoglienza è una scelta coraggiosa che merita di essere sostenuta e accompagnata”.

Il sostegno della Chiesa e delle istituzioni
Il progetto C.A.S.A., presentato a ridosso della 48ª Giornata nazionale per la Vita dal tema “Prima i bambini”, ha ricevuto il pieno sostegno della Chiesa. “Il limite odierno – ha dichiarato al Sir l’arcivescovo della diocesi di Bari-Bitonto e presidente della Conferenza episcopale pugliese, mons. Giuseppe Satriano – è che l’autoreferenzialità e l’individualismo impediscono di scorgere quelle realtà germinali capaci di generare vita. Il bambino è una realtà spesso emarginata che dobbiamo rimettere al centro, insieme alla famiglia e a quella ‘famiglia di famiglie’ che è la società. È un tema importante che i vari pontefici ci hanno consegnato attraverso documenti meravigliosi, non ultimo anche l’Amoris laetitia di Papa Francesco. Solo facendo ‘casa’ facciamo generare la vita. Ogni bambino è un dono e allo stesso tempo una responsabilità non solo per la famiglia, ma per l’intera comunità”. Da qui l’importanza della presenza dei giudici, chiamati a tutelare e accompagnare percorsi come questo. “La Puglia ha tante risorse istituzionali perché sono presenti tre Tribunali per i minorenni, a Bari, Lecce e Taranto. Lavoriamo per intercettare la disponibilità non solo di coppie, ma anche di singoli desiderosi di offrire supporto, anche al di fuori dell’adozione formalizzata”, ha detto la presidente del Tribunale per i minorenni di Lecce, Bombina Santella, sottolineando la cooperazione quotidiana tra magistratura e servizi territoriali e ribadendo che l’obiettivo prioritario resta quello di garantire a ogni minore un contesto familiare accogliente, preferendo sempre il collocamento in famiglia rispetto alle comunità educative.

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