Strage di Capodanno, l’ultimo abbraccio a Riccardo Minghetti: “la vita va vissuta ogni giorno con pienezza e responsabilità”

A Roma si sono svolti i funerali di Riccardo Minghetti, vittima del rogo di Capodanno a Crans-Montana, alla presenza di molti giovani e delle autorità. In tutte le scuole d'Italia è stato osservato un minuto di silenzio e in diverse città è stato proclamato il lutto cittadino. Durante l’omelia Riccardo è stato ricordato come un ragazzo pieno di vita. I familiari hanno chiesto preghiere per tutte le vittime e i feriti. Forte e commosso il messaggio rivolto ai giovani, invitati a vivere ogni giorno con responsabilità e pienezza.  

(FOTO ANSA/SIR)

Un velo di tristezza si leggeva questa mattina, 7 gennaio, sui volti dei tanti giovani che, a Roma, hanno partecipato ai funerali di Riccardo Minghetti, una delle sei giovani vittime italiane morte nel rogo di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Il bilancio, non ancora ufficiale, parla di 40 vittime e 116 feriti. Tra questi, 11 sono ricoverati all’Ospedale Niguarda di Milano in condizioni critiche. «Si naviga a vista, ogni giorno è un giorno guadagnato. Stiamo cercando di rubare tempo. La quantità di ustioni sarebbe già sufficiente per essere preoccupati. Aver respirato fumi velenosi per un periodo così lungo, insieme alle ustioni, moltiplica il problema», ha spiegato Giampaolo Casella, direttore di Anestesia e Rianimazione del Niguarda.

Questa mattina, in tutte le scuole italiane, è stato osservato un minuto di silenzio. A Milano, il sindaco Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino in occasione dei funerali di Chiara Costanzo e Achille Barosi, celebrati oggi pomeriggio. Lutto cittadino anche a Bologna per i funerali di Giovanni Tamburi. A Roma, il sindaco Roberto Gualtieri ha partecipato alle esequie di Riccardo Minghetti nel quartiere Eur, insieme al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e ai ministri Orazio Schillaci e Andrea Abodi.

In chiesa, nella Basilica dei Santi Pietro e Paolo, uno striscione realizzato dai compagni del liceo scientifico “Stanislao Cannizzaro” recitava: «Riccardo vive in tutti noi». Molti giovani tenevano in mano un fiore, per ricordare un amico, un compagno, ma soprattutto – come hanno detto in molti – un ragazzo pieno di vita e sempre sorridente.

(Foto Siciliani – Gennari/SIR)

Durante l’omelia, monsignor Andrea Manto, vicario episcopale per la Pastorale della Salute della diocesi di Roma, ha ricordato che Riccardo «amava lo sport, gli amici, la famiglia, era un ragazzo pieno di vita». Davanti a centinaia di persone, per la maggior parte giovani, ha sottolineato che «la vita è qualcosa di meraviglioso e la morte non ha l’ultima parola. Non ci sono altre parole, c’è la promessa che la morte è solo un addormentarsi per risvegliarsi poi nell’eternità».

Da qui l’invito, rivolto soprattutto ai giovani, a imparare da questa tragedia che «la vita va vissuta ogni giorno con pienezza e responsabilità, che significa prudenza ma anche capacità di dare valore a ogni giorno, senza sprecarlo. In un’ideale staffetta, Riccardo consegna a voi un testimone: lui ha combattuto la sua battaglia e terminato la corsa, ora a noi resta raccogliere quel testimone, trasformando il dolore in un di più di amore».

Una compagna di classe, nel suo saluto, ha ricordato Riccardo così: «Tempo fa ridevamo insieme e oggi siamo qui a ricordare la splendida persona che eri: solare, dolce, sensibile, pieno di vita e sempre con la battuta pronta». Il padre, Massimo, a nome anche della moglie Carla e della sorella Matilde – presente anche lei nel locale dove Riccardo ha perso la vita e dove ha tentato di salvarlo – ha detto che «la vostra presenza è la testimonianza di ciò che Riccardo, nella sua breve e intensa vita, ha lasciato a ognuno di noi. Questo deve dare forza a Matilde, a Carla e a me per continuare il cammino iniziato con lui, fatto di sensibilità, grande cuore ed entusiasmo per la vita». «Quando si diventa genitori – ha aggiunto – la prospettiva cambia: si naviga verso il futuro insieme ai propri figli. Non è un compito facile, ma con l’amore si va avanti, costruendo sogni e progetti». Il loro cammino con Riccardo, ha ricordato, «è stato pieno di momenti bellissimi, dove l’amore ha sempre prevalso. Porteremo sempre nel cuore il viaggio vissuto con lui. Sarà sempre presente nella nostra vita, in un altro modo. Mi piace pensare che, nel suo nuovo viaggio, si sia già organizzato con i compagni perduti in quella tragica notte». Il padre ha chiesto di ricordare nelle preghiere «non solo Riccardo, ma anche le altre 40 persone decedute e i feriti, tra i quali ci sono ragazzi che stanno lottando per la vita».

«È certamente un momento molto difficile», ha detto al SIR padre Luca Atzei, frate minore conventuale e parroco della Basilica dei Santi Pietro e Paolo all’Eur, raccontando di aver parlato ieri con i genitori del giovane: «Saremo vicini alla famiglia per quello che possiamo fare. Non è certamente un momento facile e la famiglia ha bisogno di una comunità vicina».

(Foto Siciliani – Gennari/SIR)

 

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