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Ucraina: persone disabili in fuga dalle bombe accolte al Don Guanella di Roma. “Un’accoglienza che ci ha aperto gli occhi”

Persone disabili e con gravi problematiche sanitarie in fuga dalla guerra in Ucraina, accolte nella struttura dell'Opera Don Guanella a Passoscuro. "La nostra città è sotto occupazione ed è distrutta", la testimonianza di Margherita, arrivata in Italia assieme a Maxim, il figlio 44enne costretto su una carrozzina, preoccupata per suo nipote, restato a combattere: "Sono molto preoccupata ed ogni giorno la prima cosa che faccio quando mi alzo è una preghiera per lui"

Foto Calvarese/SIR

La differenze che contraddistinguono la vita di ogni giorno, si acuiscono quando ci si trova in situazioni gravi come la guerra che sta affliggendo l’Ucraina, dove sotto le bombe e gli attacchi delle forze russe, ci sono anche persone disabili o con gravi problematiche sanitarie. Abbiamo ancora sotto gli occhi le prime immagini di gente in fuga da Kyiv, Zaporizhzhia ed altre località martoriate, con i militari che aiutano delle persone in carrozzina a guadare il fiume, dopo che i militari di Putin hanno fatto saltare in aria un ponte. “Siamo scappati dall’Ucraina il 20 marzo ed arrivati in Italia il 4 aprile. La nostra città è sotto occupazione ed è distrutta, la nostra casa ha avuto molti danni e non sappiamo se potrà essere risistemata o demolita”.

foto SIR/Marco Calvarese

Sono queste le parole di Margherita, mamma di Maxim, 44enne disabile che si muove su una carrozzina, fuggita da Sjevjerodonec’k nell’oblast di Luhans’k, che dopo essere stata immediatamente accolta nei centri messi a disposizione dal Suam-Sportello unico per l’accoglienza migranti di Roma Capitale, ora si trova assieme ad altri 37 ucraini con disabilità e problematiche sanitarie in fuga dalla guerra, nella struttura dell’Opera Don Guanella a Passoscuro. “Un’accoglienza che ci ha aperto gli occhi su storie vere e proprie che, ascoltate in tv, sembrano quasi un film, in realtà qui ci sono persone che hanno vissuto davvero la guerra e ancora vivono tuttora questa situazione che resta una storia bella e toccante”.

foto SIR/Marco Calvarese

Dichiara Francesco Cannella, direttore del centro Casa San Giuseppe dell’Opera don Guanella, che dopo aver ricevuto anche il parere positivo degli ospiti abituali dell’opera della struttura, si dichiara orgoglioso di poter mettere a disposizione dell’emergenza un apparato che si occupa quotidianamente di 400 persone con disabilità, tra le quali anche bambini e ragazzi dagli 0 ai 12 anni con disabilità intellettiva. “Mi trovo molto bene, anche se l’estate è stata molto calda. Se riuscirò a convivere con il clima italiano, potrei restare in Italia perché la mia città non è più vivibile. A mio figlio Maxim piace molto l’Italia e Roma con tutta la sua storia”. Prosegue Margherita che, per il momento, ha potuto vedere Roma solo attraverso il finestrino del pulmino con il quale il personale ed i volontari cha aiutano l’Opera Don Guanella, accompagnano quotidianamente le persone da Passoscuro a Roma per effettuare visite e terapie varie, tra le quali anche quelle per bambini malati oncologici al Bambino Gesù.

“Il Centro Don Guanella è uno di quelli fortemente voluto, perché come loro esperienza lavorativa con persone con disabilità, potevano meglio rispondere all’esigenza venuta fuori”,

foto SIR/Marco Calvarese

sono le parole di Rosa Aquilina, assistente sociale e posizione organizzativa nell’Ufficio di coordinamento tecnico amministrativo servizi inclusione sociale del Dipartimento politiche sociali di Roma Capitale, che racconta il progetto “Tutto il mondo è Paese”, iniziato a settembre 2022, grazie al quale sono state intercettate strutture del territorio in grado di accogliere al meglio persone con disabilità e problematiche sanitarie. “Le difficoltà vere sono dettate dal fatto che sempre più le problematiche sanitarie incidono sui nostri ospiti che, per problemi economici, erano anni che non facevano visite mediche che si sono accumulate e quindi necessitano di attività sanitaria”,

foto SIR/Marco Calvarese

racconta Raffaele Apreda, direttore amministrativo del centro di riabilitazione Opera don Guanella di Roma e responsabile del progetto di accoglienza degli ucraini a Passoscuro. Nella struttura estiva dell’Opera Don Guanella quotidianamente un dottore effettua controlli di medicina di base, ma le attività non si limitano a questo, infatti è previsto un servizio di mensa, inoltre ci sono ragazzi che frequentano regolarmente le scuole elementari e superiori, un altro segue gli studi direttamente in una scuola in Ucraina attraverso la didattica a distanza ed è anche previsto un corso di italiano, accompagnamento nell’esecuzioni dei compiti scolastici e attività ludico ricreativa per i bambini più piccoli.

“Roma continuerà ad offrire il proprio sostegno a queste persone fino a quando non potranno ritornare, se vorranno ritornare a casa, altrimenti saremo a loro disposizione per supportarli in tutti i passaggi per il loro futuro”, prosegue Rosa Aquilina, orgogliosa dei tanti progetti e sportelli creati per un’assistenza a 360 gradi delle persone con supporto psicologico, legale, scolastico, linguistico, in particolare questo destinato alle persone più bisognose tra chi ha bisogno, finanziato grazie ai fondi che il Ministero dell’Interno mette a disposizione del circuito Sai-Sistema accoglienza ed integrazione, dedicato a richiedenti e titolari di protezione internazionale, quindi anche della popolazione ucraina. Il rumore del mare vicino, il giardino, i giochi e tutte le attenzioni e cure però non riescono a cancellare la malinconia dallo sguardo di quelle persone che non riescono e non vogliono smettere di pensare alla loro martoriata Ucraina, come non manca di ripetere Papa Francesco in ogni occasione, e si capisce anche dalle ultime parole di Margherita prima di salutarci, “Ho due nipoti, figli di mia sorella, ed uno dei due è militare ed è impegnato in guerra in questo momento. Sono molto preoccupata ed ogni giorno la prima cosa che faccio quando mi alzo è una preghiera per lui”.

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