Ripartenze e riaperture. Per una ecologia della mente

Una via verde lungo la quale trascorrere giorni felici. Verde come la Natura, come la speranza. Giorni come quelli che abbiamo davanti in cui essere un po’ più liberi di muoverci, di uscire, di fare qualcosa di normale. Per esempio: andare in bicicletta. Un’abitudine che durante la chiusura forzata avevamo dimenticato. Stiamo per entrare in un’estate dalla pedalata più lunga, arrugginiti nei muscoli ma non nel cuore, la catena ben oliata, il campanello che suona.

Una via verde lungo la quale trascorrere giorni felici. Verde come la Natura, come la speranza. Giorni come quelli che abbiamo davanti in cui essere un po’ più liberi di muoverci, di uscire, di fare qualcosa di normale. Per esempio: andare in bicicletta. Un’abitudine che durante la chiusura forzata avevamo dimenticato. Stiamo per entrare in un’estate dalla pedalata più lunga, arrugginiti nei muscoli ma non nel cuore, la catena ben oliata, il campanello che suona. «Un altro giorno divino» esclama Winnie in Happy Days di Samuel Beckett, sepolta fino alla vita in un cumulo di sabbia. E noi che non siamo impediti aiuteremo tutte le Winnie del mondo a non avere paura: basterà scendere in cantina e… rispolverare la bicicletta. Si riparte: un verbo che oggi usano in tanti. Ma per dove? Mai come in questo momento la meta conta poco; conta, invece, il viaggio. C’è una via simbolo fuori città che ci porterà da Voghera a Varzi, anche a piedi, se volete. La Greenway, da sabato, sarà ultimata. 33 chilometri in cui si sente dal passato il rumore del vecchio trenino elettrico. Si sale, si taglia la Valle Staffora, si attraversano paesi, si guardano – finalmente – le cose da vicino. Alessandro D’Avenia ha scritto: «Solo in bicicletta puoi sorprendere le cose senza essere visto, come sanno fare i poeti». Noi sorprendiamo loro: era ora! Siamo stanchi di essere impreparati, costretti. Il Covid ci aveva obbligati a stare fermi. Pur di agire adesso siamo disposti a rispettare l’ambiente. Si tratta di un’ecologia della mente. È bello questo progetto della Greenway. Viene da lontano, ha richiesto lo sforzo congiunto di cittadini, amministratori, politici. Ha unito, per una volta. Ha messo d’accordo tutti. Da quanto non ci sentivamo più comunità? Il Virus (ancora lui) ci ha insegnato a rispettare noi stessi e, quindi, il paesaggio che ci fa da sfondo. Non è un caso che in questo numero si parli tanto di bellezze naturali (come la Via del Sale), di poeti che partono dagli insetti per affinare il loro sguardo contemplativo (nella Terza Pagina), di giovani che, con la riapertura dei campi estivi in oratorio, riscoprono il valore della relazione (nel Primo piano). Il tema è lo sviluppo sostenibile al quale Papa Francesco ha dedicato l’enciclica Laudato si’ del 2015: «La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare» (LS, n. 13). Iniziamo dalle piccole abitudini quotidiane come usare la bicicletta, quando le distanze ce lo consentono, per spostarci. Pure l’aggettivo sostenibile va di moda. Noi l’abbiamo legato al termine mobilità ed è l’argomento del concorso per l’estate 2021 by Il Popolo: vi chiediamo di farvi una foto in bici. Più semplice di così… Si possono vincere anche premi interessanti. Soprattutto si può trascorrere il tempo libero con un approccio ecologico al divertimento: ne trarrà giovamento sia il corpo, sia lo spirito. Non c’è solo la Greenway. Per fortuna la nostra terra è ricca di numerosi percorsi che ci consentono di andare. In sicurezza. «Passeggiando in bicicletta accanto a te. Pedalare senza fretta la domenica mattina». In fondo ci aspettano ancora giorni felici.

(*) direttore “Il Popolo” (Tortona)

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