Notizie da un amico in Libano

Padre Damiano Puccini, amico dei bellunesi e dei feltrini, ci aggiorna sulla guerra in corso

Leggo queste righe e sento le sirene nella notte. Vedo le famiglie che partono senza nulla, i villaggi che si svuotano, la paura che corre più veloce delle auto verso Beirut. Il Libano è di nuovo in emergenza. A pochi chilometri dalle zone colpite, i volontari di “Oui pour la Vie” con padre Damiano Puccini aprono le porte e accolgono 22 famiglie: neonati, anziani, malati. In un Paese già ferito da anni di crisi, questa nuova ondata di violenza pesa come un macigno. Eppure, mentre leggo, vedo anche qualcosa che resiste: la solidarietà.

«In Libano, le azioni militari dei primi di marzo hanno generato shock, stanchezza, sgomento e rabbia, scatenando un nuovo esodo. Le strade sono paralizzate, oltre 60 i villaggi evacuati. Le prime stime parlando di oltre 30mila persone in viaggio dalla frontiera Sud in direzione di Beirut.

In queste mattine, dalle 3 alle 5 la popolazione è stata svegliata dalle sirene di numerose ambulanze, in seguito alle esplosioni nel Sud del Paese e a Beirut. La nostra missione di “Oui pour la Vie” ha sede a Damour, a 16 chilometri dai luoghi colpiti.

Alla fine della mattinata, già 22 famiglie, provenienti dalle zone martoriate dai bombardamenti al Sud, hanno chiesto accoglienza alla nostra scuola. In caso di ulteriore escalation, il Libano avrà bisogno di sostegno internazionale per garantire cibo, kit di prima necessità e medicine.

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