Terremoto in Croazia. Borko (Caritas): “Nessuno sarà abbandonato”

A 24 ore dal forte sisma che ieri ha colpito la Croazia si fa la conta dei danni e delle vittime, sette di cui due bambini. La macchina dei soccorsi si è subito attivata e anche Caritas Croazia è impegnata nell'assistenza della popolazione terremotata. La testimonianza di Suzana Borko, vice direttrice di Caritas Croazia e responsabile per le emergenze: "nessuno sarà abbandonato. Resteremo con loro fino alla fine. Questa è la nostra missione, la missione della Chiesa. Li aiuteremo a ricostruire e a ricostruirsi”

“Siamo scioccati. Le scosse non si arrestano. L’ultima di forte intensità, magnitudo 6.4, ci ha svegliato stamattina alle 6. La cittadina di Petrinja è quasi distrutta, soprattutto il centro storico. A Glina, vicino la zona dell’epicentro, si stima che siano almeno 200 le famiglie che hanno perso le loro case. Anche a Sisak la situazione è grave. Ma nessuno sarà abbandonato”. Da Zagabria Suzana Borko, vice direttrice di Caritas Croazia e responsabile per le emergenze, al Sir fa il punto sul forte sisma che ieri, alle 12.19, ha colpito la Croazia con epicentro nella cittadina di Petrinja, a circa 50 km dalla capitale Zagabria, regione che aveva già subito un altro terremoto il 22 marzo scorso.

(Foto: diocesi di Sisak)

La scossa di magnitudo 6.4, è stata avvertita anche in Bosnia e Erzegovina, Serbia, Ungheria, Slovenia, Austria, oltre che in molte regioni italiane. Ventiquattro ore dopo si fa la conta dei danni e soprattutto delle vittime, sette di cui due bambini e decine di feriti, ma il timore, aggiunge, “è che il numero possa crescere”. Suzana è attiva sul terreno con il team di Caritas Croazia, “in queste prime ore stiamo facendo dei sopralluoghi per capire come organizzare al meglio la nostra macchina dei soccorsi. Ma occorre attendere che l’Esercito, i Vigili del Fuoco, la Croce Rossa e gli altri soccorritori si occupino della prima emergenza, dal recupero delle persone sotto le macerie al ripristino delle strade”.

A Petrinja, Glina e Sisak, così come in altri piccoli centri dell’area colpita, afferma la vice direttrice di Caritas Croazia, “le persone sfollate sono state accolte in diverse strutture come caserme, tende, hotel, scuole, palestre, saloni”. Ad aggravare la situazione, spiega al Sir, è anche il fatto che

“le zone maggiormente colpite sono molto povere, piccoli centri dove la gente vive del lavoro della terra, di pastorizia. Si tratta di villaggi e cittadine che hanno sofferto molto durante la guerra dei Balcani e che non si sono mai ripresi del tutto. La gente del posto anche per questo non vuole lasciare le proprie abitazioni anche se distrutte, così come i loro animali. È tutto quello che hanno e lo tengono stretto”.

Croazia, terremoto 29/12/2020

“Una volta che saranno rimosse le macerie e liberate le strade potremo cominciare a coordinare gli aiuti per arrivare in ogni zona colpita. Siamo sul terreno impegnati a verificare i bisogni più urgenti della popolazione. Siamo consapevoli che moltissimi saranno costretti a lasciare le loro case per altre soluzioni abitative. La stima parla di un numero di sfollati compreso tra le 5mila e 10 mila persone. Come Caritas da ieri stiamo fornendo tende, letti e container per dare un tetto e un po’ di conforto alle persone terremotate sconvolte per quanto accaduto. Stiamo ricevendo moltissima solidarietà da tutte le zone della Croazia, ed è davvero commovente. Questo ci dona speranza per il futuro”. Pur nell’emergenza Suzana è sicura:

“nessuno sarà abbandonato”.

“La prima decisione che come Caritas abbiamo assunto è quella di restare con i terremotati, in mezzo a loro, perché sentano che non sono soli. Resteremo con loro fino alla fine. Questa è la nostra missione, la missione della Chiesa. Li aiuteremo a ricostruire e a ricostruirsi”.

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