(da Cipro) “Basta alla violenza, alla violazione della dignità e della giustizia; basta all’indifferenza davanti alla sofferenza umana; basta alla logica di potere che schiaccia i diritti fondamentali. Siamo chiamati ad illuminare le coscienze, a promuovere il dialogo e a sostenere ogni iniziativa che favorisca la riconciliazione e la pace”. E’ un grido quello lanciato dall’arcivescovo maronita mons. Selim Jean Sfeir di Cipro ai vescovi dell’Unione Europea riuniti, da oggi fino al 24 aprile, a Nicosia per la loro Assemblea plenaria. In occasione della presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea, i vescovi dell’Ue hanno scelto Nicosia come sede per la loro Assemblea plenaria primaverile del 2026. L’incontro – ospitato dall’Arcieparchia maronita di Cipro – si concentrerà sulla situazione attuale in Terra Santa e in Medio Oriente, con particolare attenzione alla condizione dei cristiani nella regione nonché sulle sfide che la Chiesa e le comunità cristiane della regione si trovano ad affrontare. Questa mattina sono intervenuti anche il cardinale Pierbattista Pizzaballa (a porte chiuse e in collegamento da Gerusalemme) e padre Bruno Varriano, vicario apostolico dei latini a Cipro.

Cipro, Assemblea plenaria dei vescovi Ue (Foto Comece)
Nel suo saluto, l’arcivescovo Sfeir ha dato il benvenuto nell’amata terra di Cipro, “crocevia di popoli, culture e tradizioni cristiane”. “Questa scelta – ha detto – assume un significato particolare in tempo segnato da tensioni, conflitti e profonde trasformazioni politiche e sociali che continuano a generare tensioni e divisioni”. L’isola – che si trova a pochissimi chilometri dalle coste libanesi – si presenta come ponte naturale tra l’Europa e il Medio Oriente. Ma nella sua storia ha conosciuto e porta ancora le ferite delle sofferenze legate ai conflitti della regione. Cipro è divisa de facto in due parti: la Repubblica di Cipro a sud, a maggioranza greco-cipriota, e la Repubblica Turca di Cipro del Nord, riconosciuta solo dalla Turchia. La stessa città di Nicosia è attraversata ancora oggi da un “muro” di filo spinato che la attraversa e la taglia in due.
“Le ricchezze di queste terre sono spesso all’origine di tali conflitti e una delle cause profonde di queste guerre”, osserva mons. Sfeir. “Per questo la voce della chiesa deve farsi sentire”. Ed ha aggiunto:
“Troppo spesso coloro che muovono le fila della storia, sono accecati dalla cupidigia e dalla sete di potere e dal denaro”.
“Il nostro compito come discepoli di Cristo è di essere la voce che grida nel deserto di questo mondo. La chiesa in Europa chiamata testimoniale la parola di Gesù con coraggio e chiarezza, deve affermare senza esitazione che la dignità della persona umana è fondamento di un’autentica convivenza, che la giustizia è la condizione della pace e che l’amore evangelico è l’unica forza capace di trasformare la storia. Noi siamo chiamati ad esserne i primi testimoni”.

Cipro, intervento di mons. Mariano Crociata (Foto Comece)
Mons. Mariano Crociata, presidente dei vescovi dell’Unione Europea, nella sua relazione letta in apertura di assemblea, parla di “un mondo sconvolto da iniziative militari la cui insensatezza è difficile da negare, a meno che non si voglia far diventare sensata la volontà espansionistica e predatoria di uno stato contro un altro in spregio di ogni diritto internazionale e di ogni diritto umano”. Dall’invasione dell’Ucraina, ormai quattro anni fa, a quest’ultima “scellerata impresa nei confronti dell’Iran e del Libano”, per non parlare del dramma palestinese di Gaza: “lo scenario globale si presenta irriconoscibile”. L’Unione Europea è “entrata in maniera drammatica nel vortice del disordine globale che si sta alimentando”. Ma – aggiunge subito Crociata – “la sua assenza, o meglio la sua esclusione, dai tavoli formali nei quali vengono discusse le drammatiche vicende in corso, ha messo ormai da tempo in evidenza una debolezza istituzionale gravissima per la sua identità e la sua dignità di entità sovranazionale”.
“L’Europa ci appartiene” e “il suo destino ci interpella e ci vede in gioco”.
Crociata chiede più protagonismo all’Unione Europea: “I tentativi in corso di chiudere i conflitti attraverso il dialogo e la diplomazia potrebbero trovare solo vantaggio ed efficacia maggiore se l’Unione Europea fosse tra gli attori riconosciuti e legittimati a interagire e a intervenire”. “La posizione della Santa Sede in questi anni – dice al Sir a margine dell’Assemblea il nunzio Apostolico a Cipro mons. Giovanni Pietro Dal Toso – è stata sempre molto chiara, cioè quella di favorire il multilateralismo e quindi anche il ruolo della diplomazia che può evitare tanti conflitti e evitare il ricorso alla violenza. E’ ciò che la Santa Sede ha proposto da anni e continua a perseguire”. Ma è voce ascoltata? “Penso che sia ascoltata”, risponde il nunzio. “Certamente ogni governo prende le sue decisioni, però ci deve essere un orizzonte e mi sembra che la Santa Sede cerchi di fare questo, richiamare un orizzonte che ci accomuna tutti”.

