(Strasburgo) “I bambini e i giovani hanno il diritto di essere al sicuro quando sono online. Il cyberbullismo mina questo diritto, lasciandoli feriti, soli e umiliati. Nessun ragazzo dovrebbe sentirsi così”. Henna Virkkunen (nella foto), finlandese, è vicepresidente della Commissione europea con delega alla sovranità tecnologica, alla sicurezza e alla democrazia. Commenta con queste parole il “Piano d’azione” che l’Esecutivo Ue ha illustrato il 10 febbraio per contrastare ogni forma di violenza e sopraffazione che passa attraverso il web e i social.

(Photo European Commission)
Nello stesso giorno se ne è occupato anche il Parlamento europeo: si tratta di una urgenza che riguarda tutti, ma in particolare ragazzi e giovani più esposti alla rete, come ha segnalato ancora di recente un’indagine su scala continentale di Eurobarometro. Virkkunen aggiunge: “Il piano d’azione integra il pacchetto di strumenti già esistente per proteggere i minori online invitando l’Ue e gli Stati membri a elaborare un approccio coordinato per contrastare il cyberbullismo a tutti i livelli”. Ovviamente un piano europeo non basta di per sé: occorre una mobilitazione del mondo adulto, dei genitori, della scuola, delle agenzie educative: occorrono formazione, informazione, alfabetizzazione digitale e ogni altra forma di prevenzione…
I punti fermi. Il Piano d’azione confezionato dalla Commissione europea “mira a proteggere la salute mentale di bambini e adolescenti online”, spiegano dalla Commissione. Il piano si basa sui seguenti elementi: l’introduzione di un’app a livello Ue “in cui le vittime di bullismo online possano facilmente ottenere aiuto”; il coordinamento degli approcci nazionali “per contrastare i comportamenti dannosi online”; la prevenzione del bullismo online incoraggiando pratiche digitali migliori e più sicure.
App a livello Ue. Le vittime di cyberbullismo “devono avere un modo chiaro e semplice per denunciare le molestie e ottenere aiuto. Questo è il motivo per cui un elemento essenziale del piano d’azione è il rilascio di un’app di facile utilizzo e accessibile per segnalare il cyberbullismo a una linea di assistenza nazionale”. L’app “sarà un modo per i bambini e gli adolescenti di ricevere supporto e saranno in grado di archiviare e inviare prove in modo sicuro”. Sarà dunque sviluppato un modello di app che gli Stati membri potranno utilizzare per adattare, tradurre e connettersi ai servizi nazionali pertinenti.
Approccio coordinato. “Tutti i giovani in tutta l’Ue dovrebbero essere ugualmente protetti dal cyberbullismo”: per questo gli Stati membri dovrebbero elaborare piani nazionali globali e utilizzare un’interpretazione comune del bullismo online per raccogliere e confrontare i dati. “Si tratta – secondo la Commissione – di un passo importante verso un fronte più unito contro il cyberbullismo”. In questa direzione sono in corso iniziative per proteggere e responsabilizzare i minori online.
Revisione delle norme. La Commissione intende rivedere gli orientamenti della legge sui servizi digitali sulla protezione dei minori per rafforzare le misure che le piattaforme online devono adottare in modo da impedire che i minori siano esposti a contenuti dannosi e per segnalarli facilmente; adottare orientamenti della legge sui servizi digitali sui segnalatori attendibili per chiarire il loro ruolo nella lotta ai contenuti illegali, compresi i contenuti illegali di cyberbullismo; affrontare il cyberbullismo sulle piattaforme di condivisione video; sostenere l’attuazione delle disposizioni della legge sull’intelligenza artificiale sulle pratiche di Ia vietate.
Capitolo prevenzione. Il piano d’azione incoraggia “pratiche digitali sane, responsabili e rispettose fin dalla più tenera età”. Per questo gli esperti della Commissione spiegano che la prevenzione del bullismo online “sarà al centro della prossima revisione degli orientamenti della Commissione per gli educatori sulla promozione dell’alfabetizzazione digitale, nell’ambito dell’obiettivo più ampio di rafforzare le competenze digitali e migliorare l’uso delle tecnologie digitali nell’ambito dell’Unione delle competenze”. Parallelamente, la Commissione amplierà le risorse contro il cyberbullismo e la formazione per le scuole attraverso i centri Safer Internet e la piattaforma Better Internet for Kids. Proseguirà quindi la proposta della “Giornata internet più sicuro”. Lanciato nell’Ue nel 2004, il Safer Internet Day è ora celebrato in circa 160 Paesi e territori in tutto il mondo, “sostenendo un mondo online più sicuro e migliore per tutti”.
Altre azioni. La Commissione intende attuare il Piano d’azione sul cyberbullismo insieme agli Stati membri, all’industria, alla società civile, alle organizzazioni internazionali e agli stessi minori. Parallelamente, sta lavorando a iniziative quali la sperimentazione di una soluzione dell’Ue per la verifica dell’età a tutela della vita privata, l’imminente legge sull’equità digitale, un gruppo di esperti per informare il lavoro della Commissione sulla protezione dei minori online e un’indagine sull’impatto sociale sulla salute mentale. Glenn Micallef, commissario per la gioventù e la cultura, a sua volta commenta: “Combattere il cyberbullismo significa salvare vite umane, perché il cyberbullismo danneggia, ferisce e talvolta prende le persone che amiamo. È una pandemia che dobbiamo affrontare”. Con il Piano d’azione “l’Europa collabora per creare uno spazio online più sicuro in cui i bambini, i giovani e ogni generazione possano imparare, crescere e rimanere in contatto” fra loro, senza pericoli.

