Il cordoglio dell’Europa. Putin: “Silvio, una persona cara e un vero amico”

Da diversi Paesi europei giungono all'Italia espressioni di stima per l'ex premier scomparso oggi. Parole calde dalla presidente del Parlamento europeo Metsola e dal capogruppo Ppe Weber, dall'ungherese Orban, dalla francese Le Pen, dall'israeliano Netanyahu. Qualche silenzio si registra a Parigi, Berlino, Londra, Kiev e oltre Atlantico

Strasburgo, 12 giugno: Roberta Metsola apre la sessione plenaria ricordando Silvio Berlusconi (Foto Parlamento europeo)

Un protagonista della vita politica italiana, un imprenditore di successo, un personaggio non consueto sulla scena internazionale. Silvio Berlusconi viene ricordato da diversi leader europei, anche se spiccano alcuni silenzi non trascurabili da parte di premier e presidenti di grandi Paesi europei ed extraeuropei.
Da Strasburgo, dove oggi si è aperta la sessione plenaria, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha dichiarato in un tweet che Berlusconi è stato “il combattente che ha guidato il centro-destra” italiano. “Ha lasciato il segno e non sarà dimenticato” (qui sotto il video della dichiarazione in emiciclo resa nel pomeriggio). Dalla Commissione europea un portavoce a Bruxelles ha invece affermato in mattinata: “esprimiamo le nostre condoglianze alla famiglia di Silvio Berlusconi e al popolo italiano”. Un tweet della presidente Ursula von der Leyen, impegnata in America Latina, è giunta nel tardo pomeriggio: “sono addolorata per la notizia della scomparsa dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ha guidato l’Italia in un momento di transizione politica e da allora ha continuato a plasmare il suo amato Paese”.
Pesanti le parole del presidente russo Vladimir Putin, amico di lungo corso dell’ex primo ministro italiano, la cui morte – dice – è “una perdita irreparabile e un grande dolore”. “Ho sempre sinceramente ammirato la sua saggezza, la sua capacità di prendere decisioni equilibrate e lungimiranti anche nelle situazioni più difficili”. Putin, in un messaggio caloroso, sottolinea ancora: “mi trasmetteva la sua incredibile vitalità, il suo ottimismo e il suo senso dell’umorismo. Per me Silvio è stata una persona cara e un vero amico”.
Su twitter l’ungherese Victor Orban dichiara che “se ne è andato il grande combattente”.
Parole meno “calde” dalla cancelleria tedesca. Olaf Scholz lascia parlare a Berlino un portavoce: “abbiamo appreso della morte dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed esprimiamo al popolo italiano e al governo italiano la nostra partecipazione”.
Ancora da Strasburgo arrivano le parole del tedesco Manfred Weber. Il capogruppo dei Popolari all’Europarlamento si dice “addolorato” per la scomparsa di Berlusconi. E aggiunge: “non dimenticheremo l’energia e la dedizione con cui ha lavorato per la sua amata Italia, per la sua famiglia politica e per i suoi ideali europei”
In Francia risuonano soprattutto le dichiarazioni dei nazionalisti del Rassemblement National. Marine Le Pen ricorda un “personaggio atipico, con una vita fuori dal comune e dal percorso folgorante. Silvio Berlusconi ha innegabilmente segnato la vita politica italiana”.
Alberto Nuñez Feijóo, leader del Partito popolare spagnolo, ritiene che Berlusconi abbia “segnato diversi decenni della storia politica italiana”.
“Silvio era un grande amico di Israele e ci è stato vicino in ogni momento”, twitta il premier israeliano Benyamin Netanyahu. “Sono profondamente rattristato per la sua scomparsa”.
Oltre ad essere stato per un trentennio al centro della scena politica italiana, come fondatore di Forza Italia, parlamentare e per quattro volte presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi è stato eurodeputato per due mandati: dal luglio 1999 al giugno 2001 (si era poi dimesso per diventare premier italiano), quindi dal luglio 2019 all’ottobre 2022 (dimessosi nuovamente per diventare membro del Senato della Repubblica italiana).
In sede europea Berlusconi ha partecipato svariate volte ai summit dei capi di Stato e di governo a Bruxelles. A Strasburgo è ricordato anche per una sua presenza piuttosto burrascosa, nel 2003, che lo aveva portato – allora premier – allo scontro verbale in emiciclo con l’allora capogruppo dei Socialisti, Martin Schulz.

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