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Guerra in Ucraina e Pentecoste. Comece e Kek: “Possa lo Spirito di Dio illuminare le menti di coloro che cercano la violenza”

Possa il messaggio di Pentecoste “illuminare le menti di coloro che cercano la violenza” e “ispirare anche coloro che hanno responsabilità politiche in Europa, affinché le loro decisioni siano guidate da saggezza, integrità e compassione al servizio del bene comune di tutti”. È il messaggio dedicato quest’anno alla guerra in Ucraina che i presidenti della Comece e della Kek, mons. Mariano Crociata e il rev. Christian Krieger, hanno diffuso oggi in occasione della Pentecoste. “Proprio come la comunità cristiana primitiva faticava a trovare risposte ai problemi che si trovava ad affrontare”, scrivono i responsabili dei due organismi, “così i cristiani oggi lottano con le sfide di un mondo profondamente ferito dalla violenza, dalla disuguaglianza e dalla divisione”

Icona per il messaggio di Pentecoste scelta da Comece e Kek (Foto COMECE)

“Preghiamo per la giustizia e la pace, affidiamoci insieme con umiltà e speranza allo Spirito di Dio che trasforma e riconcilia tutti. Possa lo stesso Spirito illuminare le menti di coloro che cercano la violenza e dare loro ‘un cuore di carne’ (Ez. 36,26). Possano i piedi di tutti essere guidati sulla via della giustizia, della verità, della riconciliazione e della pace”. È il messaggio dedicato quest’anno alla guerra in Ucraina che i presidenti della Comece e della Kek, rispettivamente mons. Mariano Crociata e il rev. Christian Krieger, hanno diffuso oggi in occasione della Pentecoste. “Proprio come la comunità cristiana primitiva faticava a trovare risposte ai problemi che si trovava ad affrontare”, scrivono i responsabili dei due organismi, “così i cristiani oggi lottano con le sfide di un mondo profondamente ferito dalla violenza, dalla disuguaglianza e dalla divisione. Mentre infuria la brutale guerra contro l’Ucraina, la crisi umanitaria continua. Anche le conseguenze sociali e politiche, insieme alle disuguaglianze economiche, continuano ad emergere, esponendo la polarizzazione e la frammentazione delle nostre società”. “Tuttavia, proprio come i discepoli della Chiesa primitiva erano ripieni dello Spirito Santo – fanno riflettere Comece e Kek – così i cristiani oggi sono ripieni e guidati dallo Spirito”. Lo testimoniano i tanti “segni dello Spirito di Dio che vive e opera nelle nostre vite” come, ad esempio, il sostegno delle Chiese ai rifugiati. In questo modo, le Chiese “rispondono ai bisogni umanitari in Ucraina, esprimono solidarietà alle vittime di questa tragica guerra e lavorano attivamente per la pace nel continente”. L’invito è dunque ad essere “aperti a ricevere lo Spirito Santo” il cui “potere può guarire e riconciliare l’umanità e trasformare la società”. “Possa il messaggio di Pentecoste – è l’auspicio finale – ispirare anche coloro che hanno responsabilità politiche in Europa, affinché le loro decisioni siano guidate da saggezza, integrità e compassione al servizio del bene comune di tutti”.

Comece, tavola rotonda sulla pace in Ucraina (Foto Comece)

Le Chiese sono consapevoli che la via della pace passa anche e soprattutto per l’Unione europea. Riuniti in assemblea generale a Roma nel mese di marzo scorso, Papa Francesco ha affidato ai vescovi europei la causa della pace, attraverso – disse in quell’occasione – “profezia, lungimiranza e creatività”. Con questo spirito, giovedì 25 maggio, la Commissione degli episcopati Ue (Comece) ha promosso a Bruxelles una tavola rotonda dedicata alla guerra in Ucraina e alle sfide alla sicurezza in corso nella regione orientale del continente europeo. All’incontro hanno partecipato rappresentanti della Chiesa, responsabili politici dell’Ue e attori della società civile al Parlamento europeo. Al cuore delle discussioni, l’aggressione militare “ingiusta e disumana della Federazione Russa contro l’Ucraina”, come l’ha definita mons. Jan Vokál (Repubblica Ceca), presidente della Commissione Comece per le Relazioni esterne dell’Unione europea. Ma non c’è solo Ucraina. La Comece ha elencato anche le “continue gravi sfide ai diritti umani e alla democrazia in Bielorussia”, “i conflitti congelati e altri eventi destabilizzanti sia a Est che a Sud, spesso alimentati da attori esterni”. Tutti questi “sviluppi geopolitici in corso e le realtà mondiali in rapida evoluzione – è stato detto – spingono l’Unione europea a rendersi conto di quanto sia cruciale offrire al continente una rinnovata visione strategica per la stabilità, la giustizia e la pace”.

Comece, tavola rotonda sulla pace in Ucraina (Foto Comece)

Con la guerra in corso sul suolo europeo, si fa urgente anche la questione delle candidature di Ucraina, Moldavia e Georgia per una futura adesione all’Ue. Secondo gli esperti della Comece, l’allargamento dell’Ue riacquista un’importanza strategica per la pace e la prosperità nell’intera regione. Mons. Vokál ha detto che  il processo di allargamento deve essere “credibile e rispondere alle aspettative dei cittadini dei Paesi candidati, “altrimenti rischia di ritorcersi contro e fomentare sentimenti antieuropei”. Ma il processo va sostenuto e “coloro che aspirano a legami più stretti con l’Unione Europea o anche a una futura adesione, dovrebbero essere autorizzati a intraprendere questa strada”.

Per la Pentecoste, Comece e Kek invitano martedì 6 giugno ad una “preghiera ecumenica per la pace e l’unità dei cristiani” che si terrà al Parlamento europeo dalle 8 alle 9. Ci sarà una riflessione offerta da Tomáš Halík, presidente dell’Accademia cristiana ceca, con gli interventi di mons. Mariano Crociata, presidente della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece), e del rev. Christian Krieger, presidente della Conferenza delle Chiese europee (Kek).

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