Da Palermo a Vicenza, l’Epifania unisce i popoli tra liturgie multilingue, accoglienza e convivialità

In molte diocesi italiane, l’Epifania è celebrata con la “Festa dei Popoli”: liturgie multilingue, canti, processioni e pranzi condivisi rendono visibile il volto accogliente della Chiesa. Dai Magi simbolo di unità nella diversità, l’invito a riconoscersi fratelli. Dai migranti ai vescovi, una Chiesa che cammina con tutti, in ascolto e comunione

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Occasioni che costituiscono esperienze di incontro, preghiera e dialogo. Sono le celebrazioni, in diverse diocesi italiane, che si svolgeranno domani in occasione dell’Epifania. Si tratta delle Feste dei Popoli o Epifania delle genti, iniziative nate ormai da diversi anni con l’obiettivo dell’incontro tra culture, della conoscenza reciproca, dello scambio che diventa occasione di crescita e ricchezza per tutti. In molte cattedrali – qui ne citiamo solo alcune – celebrazioni presiedute dai vescovi, come a Torino dove, nella chiesa del Santo Volto, presiederà il card. Roberto Repole. “Ispirandosi al racconto dei Magi giunti dai quattro angoli della Terra per rendere omaggio a Gesù bambino a Betlemme, la Chiesa – viene ricordato in una nota – ogni anno ricorda che la buona notizia è rivolta proprio a tutti, senza distinzione di nazionalità, lingua, tradizioni, cultura e colore della pelle”. L’iniziativa, promossa dalla Pastorale Migranti di Torino, prevede alle 11 la celebrazione eucaristica con la partecipazione delle cappellanie etniche della diocesi e successivamente, nel foyer dell’adiacente auditorium Santo Volto, il pranzo condiviso con specialità da vicino e da lontano preparate dalle varie comunità, seguito da musica e danze.

A Bologna, celebrazione della “Messa dei Popoli” presieduta dal card. Matteo Zuppi nella cattedrale della città, promossa dalla pastorale Migrantes, alla quale parteciperanno le comunità e i gruppi di immigrati cattolici presenti in diocesi, “mostrando così la ricchezza del nome cattolico”. “Il fascino speciale di questa celebrazione – si legge in una nota – consiste nel fatto che le numerose lingue ed espressioni culturali utilizzate nella liturgia non sono una decorazione folkloristica, ma sembrano rispondere al mistero stesso dell’Epifania e alla realtà della Chiesa bolognese, che oggi comprende anche molti fratelli e sorelle migranti”. Nel pellegrinaggio dei Magi “è prefigurato il cammino di tutti i popoli verso la luce della fede”. “I Magi – ha detto il card. Zuppi – sono tutte le genti. Tante genti, ma un’unica gente, quella di Dio”.

A Firenze, con il card. Gherardo Gambelli e su iniziativa dell’Ufficio Migranti, Festa dei Popoli nella parrocchia di S. Pio X al Sodo. È dedicata ai “Racconti di speranza” la Festa dei Popoli nella diocesi di San Marco Argentano-Scalea, nel pomeriggio a Santa Maria del Cedro: un’occasione di incontro e condivisione giunta alla terza edizione, promossa dall’Ufficio diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, con la partecipazione del vescovo, mons. Stefano Rega. Durante il pomeriggio, i partecipanti saranno coinvolti in un simbolico “viaggio tra i popoli”, arricchito da intermezzi musicali, pensato per valorizzare tradizioni, lingue e culture dei diversi gruppi presenti nel territorio diocesano.

Nella diocesi di Vicenza, domani l’Epifania sarà celebrata con la “Festa dei Popoli”, appuntamento che riunisce le 16 comunità etniche cattoliche presenti nel territorio berico. La messa sarà presieduta dal vescovo, mons. Giuliano Brugnotto, alle 10.30 in cattedrale, ed è curata dall’Ufficio diocesano per la pastorale migratoria. “Quest’anno – spiega p. Sergio Durigon, delegato vescovile per la pastorale dei migranti – desideriamo sottolineare come, purtroppo, le guerre continuino, così come la produzione e l’uso delle armi. La prima conseguenza è l’aumento dei profughi e delle migrazioni forzate”. Durante la celebrazione sarà fatto memoria di Luciano Carpo, vice-delegato dell’Ufficio Migrantes, scomparso recentemente. “La situazione mondiale ci porterebbe a guardarci con sospetto e timore – ha dichiarato mons. Brugnotto –, ma come cristiani siamo chiamati a essere segno di comunione con tutti, perché l’amicizia tra i popoli torni a crescere”. Nella diocesi di Vicenza i Centri pastorali per migranti cattolici sono 16.

Come ogni anno, sempre domani, la chiesa cattedrale di Palermo sarà la “casa di tutti i popoli”, dove convergeranno uomini, donne e bambini provenienti dai cinque continenti, ma che vivono nella città. Alle ore 10, sul sagrato della chiesa cattedrale, avrà inizio la processione dei bambini, simbolo di innocenza e speranza. Bambini e ragazzi, portando i doni dei Magi, insieme ai giovani delle comunità etniche, apriranno la processione verso l’altare, esprimendo con gesti concreti il loro “sì” alla pace e alla giustizia e il rifiuto di ogni violenza e conflitto. Alle ore 11, la celebrazione eucaristica sarà presieduta dall’arcivescovo, mons. Corrado Lorefice. Durante la liturgia, ogni lingua diventerà strumento di lode al Signore: saranno utilizzate 12 lingue diverse, tra lingue veicolari e materne, mentre i canti, in 8 lingue, saranno eseguiti dalla corale interculturale “Arcobaleno di popoli” insieme alle comunità mauriziana, nigeriana, ghanese, ivoriana, filippina e tamil e alle realtà etniche dell’America Latina.

“Festa dei Popoli” anche nella diocesi di Treviso, durante la quale le 19 comunità etniche cattoliche presenti nel territorio si incontrano, celebrano e festeggiano insieme con le lingue, i colori, le bandiere, le musiche e le danze di ogni Paese. Tra loro anche l’associazione “Trevisani nel mondo”, che rappresenta i moltissimi fedeli originari della Marca, anche giovani, che vivono la loro fede in altri Paesi del mondo. La messa sarà presieduta dal vescovo, mons. Michele Tomasi, domani alle 10.30 in cattedrale, ed è curata dall’Ufficio diocesano Pastorale delle migrazioni. “I Magi, figura e simbolo delle genti in cammino verso la verità e la luce – spiega il direttore dell’Ufficio diocesano, don Silvano Perissinotto –, ci pongono in atteggiamento di ascolto e di accoglienza verso tutta quell’umanità, fatta di uomini, donne, bambini e anziani, che anche oggi, sulle varie strade del mondo, si mettono in ricerca di casa, lavoro, famiglia e futuro, credendo e sperando nella vicinanza di Dio e nella nostra prossimità umana”. Dopo la messa, la festa continuerà nell’oratorio della parrocchia di Silea, con il pranzo condiviso e la presentazione reciproca dei diversi gruppi.

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