… Andiamo con Gesù sulle rive del Giordano e riscopriamo anche noi il dono del Battesimo. Siamo al culmine del Natale: il Verbo fatto carne (Logos, egheneto sarx) prende visibilità nelle acque del Giordano. Il Battista compie un gesto altamente significativo: lo immerge nelle acque per santificare il mondo, perché Lui, che era la luce vera, illumini il nostro cammino e ci accompagni verso un itinerario di conversione. Gesù non ha bisogno di essere battezzato perché è già il Kyrios, e il suo vero battesimo non sarà nel Giordano ma sulla Croce, dove avverrà il completo svelamento della sua identità e del suo amore estatico per tutti (Von Balthasar).
Solo per adempiere ogni giustizia, Gesù si mette in fila come tutti i peccatori e si fa battezzare da Giovanni. Nel Battesimo di Gesù impariamo ad essere umili: metterci agli ultimi posti, lasciarci battezzare, condividere le fragilità degli uomini. Gesù non è venuto a impaurire i peccatori condannandoli al fuoco dell’inferno, ma ad aprire i cuori alla conversione e all’amore. Gesù compie ogni giustizia facendosi solidale con i peccatori, come san Paolo ci ricorda: «Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore» (2 Cor 5,21).
Che bello vedere Cristo vicino alla debolezza umana, ricevere un segno di purificazione che fa esclamare a gran voce il Padre: «Questi è il mio amato, in cui provo piacere» (ἐν ᾧ εὐδόκησα). In questa teofania Dio ci mostra la missione del Figlio, l’agapetos (prediletto, amato), che ama la volontà del Padre. Fuori da ogni rigorismo morale, noi non dobbiamo fare i buoni per avere il premio, ma dobbiamo rallegrare, etimologicamente rendere felice, il Padre, come fa Gesù adempiendo la sua volontà, proprio come ci insegna nel Padre nostro: sia fatta la tua volontà.
In questo adempimento riscopriamo la gioia di appartenenza del Figlio nei confronti del Padre e la nostra appartenenza di figli nel Figlio. Nel Battesimo tutti siamo figli di Dio e ci impegniamo a vivere come eletti e prediletti, testimoni del Regno di Dio che si compie in ogni momento della nostra vita. Nel battesimo siamo immersi nelle acque profonde dello Spirito, lasciamo l’uomo vecchio, il vecchio “Adamo”, per rinascere e rivestirci di Cristo. In questa conformazione cristocentrica siamo chiamati a vivere il sacerdozio comune come impegno principale della nostra consacrazione battesimale.
Tutti ricordiamo la nostra data di nascita alla vita, pochi ricordano la data di nascita nello Spirito. In questa nuova data riscopriamo il profumo di Cristo con il quale siamo stati segnati, impregnati di un carattere indelebile che ci fa sperimentare l’unicità dei prediletti di Dio. Ascoltare, amare e fare la volontà di Dio sono il nostro impegno, la vera missione che fa di noi battezzati autentici discepoli e apostoli di Cristo.