Domenica 12 gennaio

“Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?”. Queste parole di Giovanni Battista spiegano in modo sublime il grande mistero del Battesimo cristiano. Anche Gesù si fece battezzare da Giovanni Battista: secondo il racconto dei Vangeli, all’uscire di Gesù dall’acqua si aprirono i cieli, ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui”. Secondo la teologia cristiana le parole del Padre situano Gesù in una relazione di figliolanza amorosa con Dio: Gesù è il Figlio che il Padre ama.

Il Battesimo del Signore è il paradigma di ciò che ogni uomo è chiamato a vivere, ognuno di noi è figlio e amato, la vocazione di ogni cristiano è infatti quella essere figli nel Figlio.

“Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”. Dio si compiace di ogni cristiano al di là di ogni suo merito poiché vede in lui l’immagine di suo Figlio. Ecco allora spiegato il motivo dello stupore del Battista: tu vieni da me? Affinché noi possiamo salire verso di Lui occorre necessariamente che Lui scenda e si chini verso di noi. Questa è l’unica strada e non ci sono altre vie.

Ciò che abilita l’uomo alla figliolanza non è la sua presunta buona volontà e nemmeno le sue buone opere, ma la grazia che gli viene dal mistero Pasquale.

Il Battesimo che è il mistero per il quale diveniamo pienamente e definitivamente figli di Dio ci inserisce nelle membra vive di Cristo vivo e ci fa creature nuove, giustificate gratuitamente per la sola grazia di Dio. L’Apostolo Paolo sottolinea l’universalità di questa chiamata: “In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga”, e aggiunge: “questi è il Signore di tutti”. Un solo Battesimo, una sola fede, un solo di Dio Padre di tutti che agisce per mezzo di tutti. Oggi

ciascuno di noi è chiamato a fare memoria del giorno glorioso del proprio Battesimo,

giorno in cui senza nessun merito Cristo ci ha resi partecipi della sua vita immortale e ci ha inseriti nel suo corpo mistico che è la Chiesa. Come il Padre consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui, anche noi siamo chiamati a ripresentare con la nostra vita cristiana l’opera della salvezza, annunciando ad ogni uomo la risurrezione e la Vita. L’augurio per tutti è quello espresso dalle parole di sant’Agostino che del suo Battesimo ha questo lapidario ricordo: “Fummo battezzati e si dileguò da noi l’inquietudine della vita passata”. Colui che abita in noi e ci ha reso liberi ha davvero il potere di fare nuove tutte le cose.

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