Cresce l’attesa per la visita di Papa Leone XIV a Parigi, e non riguarda soltanto la comunità cattolica francese: coinvolge anche le diverse realtà di altra lingua e, in particolare, la comunità italiana residente nella capitale. Nelle parrocchie, nelle famiglie e nelle associazioni si respira un clima di intensa partecipazione, segnato dal desiderio di vivere l’arrivo del pontefice come un momento di comunione ecclesiale e di rinnovata speranza. Le aspettative, spirituali e sociali, si intrecciano con le sfide che attraversano oggi la Francia e l’Europa, mentre gli italiani di Parigi si preparano a offrire il proprio contributo di presenza e testimonianza.
La comunità italiana è “parte integrante della società e della Chiesa francese, e dunque le sue attese non sono diverse da quelle di tutti i fedeli che vivono in questo Paese”, spiega al Sir lo scalabriniano p. Barly Kiweme, rettore della Missione cattolica italiana.
Sono attese anzitutto “spirituali” ed “ecclesiali”: la gente è “felice di accogliere il successore di Pietro, di fare comunione con la Chiesa universale attraverso la sua presenza, di ricevere una parola da parte sua”.
Il presidente della Conferenza episcopale francese, card. Jean-Marc Aveline, ha definito questo tempo come una fase di crisi “dalle radici profondamente spirituali”, e in questa prospettiva il Papa è atteso.
Vi sono poi attese “più sociali” e “persino politiche”. Il Parlamento francese ha recentemente approvato la legge sul “fine vita”, “nonostante il contributo contrario espresso dalla Chiesa di Francia”. Una parola di incoraggiamento del Papa, osserva p. Kiweme, potrebbe sostenere quanti continuano a impegnarsi per la difesa della vita. Il tema scelto per la visita, “Perché il mondo abbia la vita”, va “esattamente in questa direzione”.

(Foto Mci Parigi)
In questi giorni di preparazione, nella comunità italiana prevale
“un misto di gioia e attesa fiduciosa: la sensazione che questa visita non sia un evento isolato, ma un’occasione per rimettere al centro, in un momento di fragilità spirituale collettiva, le domande più vere sulla vita, sulla speranza e sul senso del vivere insieme”.
Il coinvolgimento degli italiani avviene “a più livelli”. P. Kiweme sta collaborando con la Conferenza episcopale francese all’organizzazione generale della visita; alcuni membri della comunità sono stati invitati dall’arcivescovo di Parigi, mons. Laurent Ulrich, a partecipare alle riunioni logistiche e alla raccolta fondi. Ma il coinvolgimento “più profondo è quello spirituale”, ci dice il responsabile della pastorale italiana a Parigi, spiegando che “l’intera comunità italiana prega per la venuta del Papa, perché sia un vero momento di testimonianza, evangelizzazione e comunione”. Nelle messe sono inserite intenzioni dedicate, mentre moltissime famiglie, giovani e adulti “si sono iscritti alle celebrazioni papali” previste nella capitale francese.
Quanto alle parole che il Papa potrebbe rivolgere, p. Kiweme non si aspetta un messaggio esclusivo per gli italiani, ma sottolinea un gesto particolarmente significativo: la visita alla Maison Bakhita, punto alto della pastorale multietnica e dell’accoglienza degli stranieri nella diocesi di Parigi. “È un gesto che abbraccia tutti coloro che non sono francesi di origine ma che hanno scelto la Francia come patria”, spiega il religioso scalabriniano, “e la comunità italiana si riconosce pienamente in questo abbraccio”.
Il programma del Papa in Francia è intenso e coinvolge direttamente gli italiani, osserva don Pasquale Avena, coordinatore delle Missioni cattoliche italiane nel Paese. Il viaggio “ricorda come l’unità della Chiesa supera i confini. Non esiste una Chiesa francese o italiana: la Chiesa è una, e il Papa ricorda l’unità nella diversità. Evangelizzare le culture è il compito di ogni battezzato”. Il sacerdote sottolinea anche l’aumento dei battezzati in Francia, circa il 20%, che riguarda anche gli italiani di seconda, terza e quarta generazione: “Nel percorso riscoprono valori e ideali delle proprie origini. Il cammino catecumenale si fa in diocesi insieme agli altri catecumeni, con colloqui anche con la propria comunità di origine”.
In Francia vivono circa mezzo milione di italiani con passaporto, pari al 7,3% della popolazione italiana residente all’estero secondo il Rapporto Italiani nel mondo; a Parigi sono circa 53mila. Le Missioni cattoliche italiane nel Paese sono dodici.

