Favorire l’incontro tra cittadini stranieri in cerca di occupazione e le imprese. È questo lo scopo del progetto “Recruiting Day – Matching Lavoro Straniero”, che è stato presentato oggi nella sede del Movimento cristiano lavoratori a Roma. A spiegare al Sir di che cosa si tratta è Paolo Ragusa, presidente nazionale di Als Mcl (Associazione Lavoratori Stranieri – Movimento Cristiano Lavoratori).
“È un progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che ha attinto delle risorse appositamente destinate dalla legge finanziaria del 2025. Un progetto che prevede l’attivazione di sportelli di integrazione lavorativa che verranno attivati con gradualità in quasi tutte le regioni italiane. Sono gli sportelli che vogliono favorire, sostenere i lavoratori stranieri nella fruizione dei fondamentali diritti di cittadinanza, a cominciare dalla casa e il lavoro”.
In che cosa consiste il recruiting day?
“È un’azione di progetto. In pratica organizziamo 17 appuntamenti in diverse regioni italiane per favorire il matching del lavoro straniero; quindi, mettiamo in presenza insieme lavoratori stranieri e imprese e rinviamo a una piattaforma online, che si chiama “migrants.work” che realizza questo matching. Attraverso la piattaforma abbiamo costruito un sistema di collocamento privato che assolve una funzione pubblica del lavoro straniero. In questo modo le imprese hanno un canale di reclutamento legale di manodopera straniera, possono tracciare la regolarità dei rapporti di lavoro e contrastare i fenomeni dello sfruttamento lavorativo, del caporalato e dell’intermediazione illecita”.
Quali tipi di lavoro vengono offerti e in quali zone si concentra di più la domanda?
“Le aziende che si vanno a profilare sono le più disparate, però è chiaro che il trend nazionale dei settori nei quali vi è un maggiore inserimento di lavoratori stranieri sono quelli dell’agricoltura, delle costruzioni e del turismo. Noi organizzeremo eventi in tutta Italia, ma in particolar modo in Sicilia, Lazio, Molise, Lombardia e in Calabria”.
Possiamo dire che è un modo per contrastare il fenomeno del caporalato sempre presente purtroppo nelle pieghe del nostro Paese?
Certamente, dobbiamo evitare che l’unico sistema di collocamento efficiente può risultare quello dei caporali, quindi dobbiamo dare una valida alternativa sia ai lavoratori che alle aziende. Inoltre, con l’approvazione della legge finanziaria del 2025 il Parlamento aveva istituito un fondo per il contrasto del fenomeno del circolamento illegale della mano d’opera straniera, con particolare riferimento ai centri di accoglienza. Questo fondo non è mai stato reso operativo. Noi riteniamo che soprattutto in questo particolare frangente sia importante sbloccare e rendere operativo il fondo. Certo, non risolverà tutti i problemi, però è insensato e illogico tenere le risorse bloccate.

