Si è concluso, da pochi giorni, il primo viaggio di una delegazione della Conferenza episcopale italiana in Corea del Sud, avviato in vista della Giornata mondiale della Gioventù (Gmg) in programma a Seul dal 3 all’8 agosto 2027. Della delegazione facevano parte don Riccardo Pincerato, responsabile del Servizio nazionale per la Pastorale giovanile della Cei, don Alberto Giardina e don Claudio Francesconi, rispettivamente sottosegretario ed economo della Cei. Il Sir ha chiesto a don Pincerato di tracciare un bilancio di questa prima missione in Corea del Sud.

(Foto Siciliani – Gennari/SIR)
Qual è il significato di questo primo viaggio in Corea e che esito ha avuto?
Si è trattato di un primo contatto necessario per avviare le relazioni con la Nunziatura vaticana in Corea, con la nostra ambasciata italiana, con la Conferenza episcopale coreana e il Comitato Organizzatore locale (Col). I risultati sono stati positivi. Tra le altre cose abbiamo avuto anche la possibilità di vedere quelli che potrebbero essere i luoghi degli eventi della Gmg, ma che sono attualmente ancora al vaglio del Col. Abbiamo fatto anche dei passi in avanti anche per l’individuazione di una struttura che dovrà ospitare Casa Italia, tradizionale punto di riferimento dei nostri giovani che verranno in Corea, e di una ‘location’ per l’Incontro degli italiani.
Avete già avviato collaborazioni operative?
Molto importante è stata la presentazione al Col dei due giovani volontari italiani che a fine luglio partiranno per Seul, dove resteranno fino alla fine della Gmg, per aiutare l’organizzazione dell’evento.
Quale impressione le ha lasciato questo primo contatto con la realtà coreana?
Da questo primo contatto con la realtà coreana ho tratto l’impressione che a Seul vivremo, certamente, un incontro con una cultura diversa dalla nostra che ci permetterà di interrogarci anche sulla nostra identità, sulla nostra esperienza di fede e sul nostro rapporto ecclesiale.
La Gmg di Seul potrà scomodarci e di certo non ci lascerà indifferenti. Parteciparvi sarà una bella sfida.
Quanti giovani italiani potrebbero partecipare alla Gmg?
“Noi stimiamo una presenza che rientra in una forbice che va dai 5mila ai 10mila giovani. Molto dipenderà dai prezzi dei voli. Ma sappiamo già che ci sono diocesi e regioni ecclesiastiche che stanno già raccogliendo le pre-iscrizioni. In questi casi si registrano anche 400-500 giovani che si sono detti interessati a partire. Ci giungono notizie di gruppi di giovani che stanno facendo ‘salvadanaio’ per partire per Seul”.

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)
Come state preparando spiritualmente i giovani?
Al di là degli aspetti logistici ed organizzativi non possiamo prescindere dalla preparazione spirituale alla Gmg che, abbiamo già detto, rappresenta per noi una bella sfida e per questo vogliamo arrivarci preparati anche da questo punto di vista. Quindi stiamo predisponendo un sussidio che durante l’estate verrà consegnato a educatori e giovani utile per vivere in momenti di gruppo durante l’anno, ma anche uno strumento per il giovane perché possa prepararsi al meglio in vista di questo incontro.
Ci saranno iniziative di ‘accompagnamento’ durante questi mesi che ci separano dalla Gmg coreana?
Abbiamo in cantiere anche un evento con gli incaricati diocesani e con i responsabili dei movimenti, delle associazioni e aggregazioni laicali, degli istituti religiosi, per aggiornare sulla Gmg. Durante l’estate lanceremo anche un’App dalla quale scaricare i vari materiali Gmg e seguire gli eventi della Giornata coreana. Dal 31 maggio al 2 giugno, infine, celebreremo il nostro Convegno nazionale a Brindisi dove presenteremo anche il sito italiano della Gmg che sarà operativo da mercoledì 3 giugno.
Quale sarà il tema del convegno?
Il tema scelto è ‘Va e Accostati’, che è l’invito dello Spirito Santo a Filippo, ed è oggi anche l’invito rivolto alla Chiesa italiana per rinnovare slancio, linguaggi e modelli di annuncio. Ma è soprattutto l’invito che rivolgiamo anche ai nostri giovani.
Come si inserisce questo appuntamento nel cammino sinodale della Chiesa in Italia?
Brindisi non vuole essere solo uno step verso Seul, ma anche un tentativo di far risuonare il cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia. Infatti, nella presentazione, richiamiamo il numero 37 di ‘Lievito di pace, di speranza’, il Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese in Italia, che promuove una Chiesa sinodale, missionaria e generativa di pace e fraternità. Un testo che ribadisce che i giovani sono soggetti di evangelizzazione non soltanto destinatari dell’azione pastorale. È una convinzione che attraversa il Cammino sinodale e che interpella le nostre comunità.
Ai giovani non si chiede semplicemente di partecipare, ma di essere attori creativi e responsabili, con un ruolo decisivo nella vita della Chiesa.
Cosa prevede il programma del convegno?
Il programma del primo giorno di convegno sarà proprio orientato a conoscere il volto della generazione di oggi, la generazione Zeta, e i vari percorsi di pastorale giovanile che, in questo momento sono in atto. Nei laboratori di gruppo si lavorerà per mettere ‘le mani in pasta’ rispetto ai luoghi di vita dei giovani. I giovani si recheranno, poi, a Bari per conoscere alcune esperienze di prossimità e di incontro aventi per tema il dialogo interreligioso, la pace e l’accoglienza. L’ultimo giorno saranno presentati l’e-book ‘I giovani del Giubileo 2025. Credere, rinascere, riconciliarsi, camminare’ e ‘Generazioni in rete’. Non mancheranno, infine, dei focus su oratorio, formazione e comunicazione all’interno del Snpg.
Il tutto con un unico obiettivo: valorizzare il protagonismo dei giovani nelle nostre comunità perché siano capaci di recuperare una forte passione educativa.

