Questo è il tempo favorevole

Non basta definirsi credenti, è necessario, soprattutto in questo tempo, vivere di fede e testimoniarla. Assimilando la Parola che Dio ci dona ogni giorno, si può seguire Cristo, assumendo uno stile di vita evangelico nel quotidiano

Foto Calvarese/SIR

Quale messaggio di speranza contiene questa affermazione diretta a ciascuno di noi in questo tempo in cui sono diffusi conflitti, violenze e soprusi che dimostrano la mancanza del riconoscimento della bellezza del dono della vita umana e del creato ricevuti da Dio?

La Quaresima, per noi credenti, è veramente un tempo di grazia che ci conduce a rivisitare la nostra esistenza per cambiare rotta ed essere fedele a Gesù Cristo e al Vangelo?

Il Signore ci attende sempre, per scoprire la vita in Lui e vivere le relazioni profondamente umane sul suo esempio. È il Signore che si china su ciascuno per risvegliare il nostro cuore da un torpore che a volte non conosce limiti; è Lui che, da mendicante, attende con pazienza la nostra risposta d’amore che si esplicita nel dono della nostra vita, nella gratuità, sul suo esempio.

La testimonianza autentica non si improvvisa, va sempre verificata, orientata, coltivata, soprattutto quando ci si accorge, durante il cammino, che il proprio pensare, sentire, agire non ricalca le orme di Cristo (Cf. 1Pt. 2,21).

Seguire il Signore comporta la scelta di vivere sempre alla sua presenza. Ciò non è solo prerogativa di chi si consacra, ma è lo specifico di tutti i battezzati. Ciò comporta la conoscenza della sua Parola che non basta sentirla solo la domenica o i giorni di festa, è necessario ascoltarla e fare memoria, per poterla incarnare nel quotidiano.
Occorre la cura della vita spirituale che ci abilita a rimanere in contatto profondo con il Signore attraverso la fede, la preghiera, la custodia del silenzio, il servizio, la partecipazione alla vita ecclesiale e sociale, elementi che prendono forma nella vita personale e relazionale.

Per essere autentici testimoni di Cristo, è necessario coltivare la relazione con Lui.

Spesso però il silenzio profondo è disturbato da tanti pensieri che popolano la mente e che portano ad interrompere la relazione non solo con Dio, ma anche con chi sta accanto e con ogni essere vivente.

Quando si cura il silenzio nel profondo della propria esistenza, si scopre la presenza dello Spirito di Dio che, amando la sua creatura, la porta ad aprire il cuore all’amore.

Lasciandosi amare dal Signore, ognuno libera tutte le energie per donarsi nella gratuità, mentre, unificato nel profondo, si sente connesso con tutte le creature che trovano nel Creatore la ragione della loro esistenza.

Non basta definirsi credenti, è necessario, soprattutto in questo tempo, vivere di fede e testimoniarla.

Assimilando la Parola che Dio ci dona ogni giorno, si può seguire Cristo, assumendo uno stile di vita evangelico nel quotidiano.
Egli ci dona gli occhi per vedere le necessità dei fratelli e delle sorelle che vivono accanto a noi, una mente libera da pregiudizi che non fa scelta di persone, un cuore di carne che prova compassione per coloro che vivono in situazioni precarie o che subiscono la
violenza della guerra, la volontà di andare incontro a chi è nella solitudine e ha bisogno solo di calore umano e non di surrogati e che attende con i fatti la bella notizia che ogni vivente è importante per Dio anche attraverso la nostra prossimità.
In questo tempo, mentre si cura l’immagine di sé, sembra mancare l’attenzione reale verso la persona umana.

Forse è urgente chiederci perché oggi ci affanniamo ad impiegare tante risorse, farmaci specifici e cibi prelibati, per curare gli animali, che vanno comunque rispettati, mentre tante persone muoiono di fame perché non hanno da mangiare o perché non curati per mancanza di farmaci.Come essere fedeli a Cristo se le scelte non sono coerenti con il Vangelo? Che cosa cambiare nella nostra esistenza di credenti per essere credibili attraverso una modalità di vita che racconta concretamente che è possibile vivere da persone riconciliate, capaci di diffondere il bene, che desiderano collaborare con tutti gli uomini e le donne di buona volontà, per edificare un mondo di giustizia, di pace e di gioia?

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