Anno Giubilare Monte Berico 2026. Mons. Brugnotto: “Opportunità per credenti e non credenti di riscoprire la dignità di ogni persona”

L’8 febbraio 2026 al Santuario di Monte Berico a Vicenza inizia l’Anno Giubilare Mariano per i 600 anni dall’apparizione mariana. Il vescovo Brugnotto evidenzia la profonda devozione popolare e il valore spirituale e sociale del Giubileo. Previsti eventi liturgici e culturali promossi da diocesi e istituzioni civili

(Foto SIR)

Domenica 8 febbraio a Vicenza il Segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, aprirà solennemente l’Anno Giubilare Mariano con la celebrazione eucaristica alle 15 nel Santuario di Monte Berico. Nel 2026, infatti, ricorrono i 600 anni dall’apparizione mariana che Vincenza Pasini ebbe sul colle Berico. La Madonna di Monte Berico è patrona della diocesi berica.

Mons. Giuliano Brugnotto è vescovo di Vicenza da circa tre anni. Eccellenza, che legame ha colto tra i vicentini e la Madonna di Monte Berico?
Nel corso del ministero episcopale ho potuto riconoscere che vi è un forte legame dei vicentini con la Madonna di Monte Berico. Molti frequentano abitualmente il Santuario. Altri lo raggiungono in alcune occasioni dell’anno liturgico. La stessa diocesi ha scelto la Madonna di Monte Berico quale patrona, festeggiata l’8 settembre di ogni anno con grande partecipazione di popolo. Sono molto seguite le celebrazioni anche a mezzo radio e televisione. C’è un affetto che il popolo vicentino, e pure più ampiamente veneto, manifesta verso Maria Madre e Regina di Misericordia.

E qual è il suo legame con Maria e, in particolare, da quando è vescovo di Vicenza, con la Madonna di Monte Berico?
Il giorno successivo al mio ingresso ho voluto celebrare presso il Santuario per affidare alla Madonna di Monte Berico il ministero che mi era stato affidato con l’ordinazione episcopale nella cattedrale di Vicenza. Altre volte, prima di un viaggio missionario o di un pellegrinaggio dei giovani, mi sono recato a celebrare presso il Santuario per invocare la protezione di Maria. Come vescovo mi trovo spesso a celebrare con il popolo di Dio, o in cattedrale dedicata all’Annunciata o presso il Santuario. Sono due luoghi che hanno un legame straordinario.

Che cosa significa questo Anno Giubilare per Vicenza?
Significa rivolgere lo sguardo a Maria che si prende cura dell’umanità quando manca la gioia e la pace. Ciò che è accaduto alle nozze di Cana continua ad accadere oggi. Lei ci indica suo Figlio e chiede anche oggi a noi che siamo servi: “Fate quello che Lui vi dirà”. Abbiamo bisogno di comunità che ritrovino il respiro dell’anima e la gioia del Vangelo. C’è una rinascita che ci attende come singoli e come parrocchie. Maria è immagine della Chiesa, madre e sposa, Chiesa a servizio del mondo che attraversa un tempo piuttosto oscuro. Anche nel territorio vicentino vi sono molte sfide: la solitudine degli anziani, la fragilità degli adolescenti, l’inquinamento dell’acqua e dell’aria. Tutte problematiche che hanno bisogno di essere affrontate con coraggio e audacia. È necessaria una rinascita nelle comunità parrocchiali e nella società civile.

L’Anno Giubilare si concluderà il 7 marzo 2027 ed è frutto di molte collaborazioni sinergiche. Quali esattamente?
È stato firmato un protocollo di intesa tra la diocesi, i Servi di Maria, il Comune e la Provincia di Vicenza e la Regione Veneto. Il desiderio è quello di collaborare insieme con tutte le istituzioni civili presenti nel territorio per offrire a credenti e non credenti un’opportunità di rinnovamento. Sono molti, infatti, gli aspetti che necessitano di essere sostenuti: certamente il Santuario, che con il porticato per raggiungerlo è di proprietà del Comune di Vicenza, ma anche i numerosi itinerari, sentieri per i pellegrini che da vari luoghi raggiungono il Santuario, e un sempre maggiore dialogo tra la città di Vicenza, con il suo patrimonio artistico, la città del Palladio, e il Santuario, il cui piazzale si affaccia verso la catena montuosa. Il programma, consultabile al sito www.monteberico600.org, è molto ricco, non solo dal punto di vista liturgico, ma anche culturale.

Perché questa scelta?
Per offrire a più persone possibile, fedeli e cittadini, la bellezza di salire al Santuario e gustarne il silenzio, il raccoglimento interiore, la bellezza del creato e di tante opere artistiche che raccontano la vita della città e le aspirazioni di un popolo. Con il coinvolgimento dei ragazzi, dei giovani, degli adulti e degli anziani. A tutti è possibile la partecipazione a qualche evento.

Il logo dell’Anno Giubilare ha una provenienza particolare?
Il logo è frutto della fantasia dei ragazzi di una quinta elementare che hanno vinto un concorso di idee. Rappresenta bene la salita al Santuario con il suo bellissimo porticato, le braccia aperte del Santuario e il manto della Madonna di Monte Berico, rifugio sicuro per tutti coloro che si affidano a Lei.

Che desiderio ha per questo Anno Giubilare Mariano?
Desidero che possa essere un’opportunità per molte persone, sia credenti che non credenti. La maternità di Maria e l’umanità di suo Figlio sono una parola offerta a tutti per riconoscere la dignità inalienabile di ogni uomo e donna, soprattutto dei più fragili che ancora oggi conoscono tanta fatica nell’essere considerati e riconosciuti. A tutti è offerta la speranza per una vita buona.

Altri articoli in Chiesa

Chiesa